Occupabilità Laureati

A tre anni dal conseguimento della Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale a Tor Vergata solo il 2,4% dei laureati è in cerca di occupazione. Il tasso di occupazione (def. Istat) è del 98,8%. [fonte statistiche: Almalaurea, indagine 2020]

Si riportano di seguito gli esiti delle indagini degli ultimi tre anni sui dati di occupabilità a tre anni dalla laurea magistrale:

Nel seguito è riportato il dettaglio dell’analisi dei dati di occupabilità ad un anno dalla laurea dei:

La condizione occupazionale dei laureati è monitorata attraverso i dati dello studio Almalaurea che può essere consultato nella sua versione completa su: http://www2.almalaurea.it/cgi-php/universita/statistiche/tendine.php?config=occupazione.

 

Laureati di primo livello (triennali)

I laureati di primo livello in Ingegneria Gestionale, secondo una tendenza verificata a livello nazionale, per oltre il 94% prosegue il percorso di studi iscrivendosi alla Laurea Magistrale. Di conseguenza i dati di occupabilità dei laureati di primo livello risultano limitatamente significativi.

Si riporta la sintesi dei risultati della rilevazione di Almalaurea sui laureati triennali del nostro Corso di Laurea aggiornata all’indagine più recente che fa riferimento ai laureati dell’anno solare precedente (per una migliore confrontabilità della documentazione si riportano i dati relativi a uno specifico sottoinsieme dei laureati): Livello di soddisfazione dei laureandi (triennali) e loro occupabilità.

L’esito dettagliato delle indagini degli ultimi tre anni è disponibile ai seguenti link:

L’analisi si basa sui dati AlmaLaurea relativa all’anno di indagine 2020 sulla condizione occupazionale dei laureati (triennali) ad 1 anno della Laurea (in allegato), confrontati con i dati analoghi raccolti nei due anni precedenti, rispettivamente per gli anni di indagine 2019 e 2018. La numerosità dei laureati e degli intervistati è in leggero calo rispetto ai due precedenti anni: nell’indagine 2020 si registrano 70 intervistati su 93 laureati (contro 102 su 129 per l’anno di indagine 2019 e 79 su 94 nel 2018), con il campione più disomogeneo rispetto ai due anni precedenti spostato sul genere maschile: 63,4% contro 36,6% (52,7% contro 47,3% nel 2019 e 57,4%, contro 42,6% nel 2018).

Sostanzialmente stabile rispetto alle precedenti indagini ed elevata la tendenza a proseguire gli studi da parte dei laureati pari a 91,4% (contro il 94,1% e il 92,4% degli anni precedenti).
Il motivo principale per il quale si proseguono gli studi è quello di migliorare la propria formazione culturale (40,6%, contro 31,3% dell’indagine 2019 e 35,6% del 2018) seguito dalla volontà di migliorare le possibilità di trovare lavoro (34,4%, contro 40,6% e 46,6% dei due anni precedenti), mentre una parte significativa dei laureati necessaria per trovare lavoro (10,9%, contro 10,4% e 12,3%). Il percorso scelto si conferma essere ritenuto di gran lunga il proseguimento naturale del corso di laurea di primo livello (89,1%, contro 92,7% e 94,5%).

Dai dati Almalaurea relativi alla condizione occupazionale dei laureati emerge che un’ampia maggioranza dei laureati di primo livello del 2020, pari al 93,8%, ha scelto di proseguire gli studi nello stesso Ateneo (contro l’87,5% del 2019 e l’84,9 % del 2018). Dalle più recenti rilevazioni di Almalaurea sulla condizione occupazionale non si hanno a disposizione i dati relativi alla tipologia di prosecuzione degli studi universitari dei laureati del triennio sotto indagine. In base ai dati delle rilevazioni precedenti la percentuale dei laureati che prosegue nello stesso gruppo disciplinare è stata pari all’80% (2017) nello stesso Ateneo e pari al 14,0% (2017) in altro Ateneo. La soddisfazione media per gli studi magistrali intrapresi dai laureati di primo livello del 2020 è pari a 8,4 (in una scala da 1 a 10) contro 8,4 e 8,4 degli anni precedenti.

Tra i laureati 2020 che non hanno proseguito gli studi alla magistrale (pari al 8,6% degli intervistati) l’83,3% lo è per motivi di lavoro e il 16,7% per motivi personali. I laureati triennali del 2020 che attualmente sono iscritti alla magistrale e lavorano sono il 17,1% degli intervistati (contro il 26,5% e il 16,5% dei due precedenti anni di indagine). Complessivamente il 21,4% degli intervistati lavora (contro il 32,4% e il 20,3% dei due anni precedenti) e il 14,3% non lavora ma cerca (contro il 5,9% e il 7,6%), mentre il 64,3% (contro il 61,8% e il 70,9%) non lavora e non cerca ma è impegnata in un corso universitario/praticantato. I dati occupazionali sono in ripresa: il tasso di occupazione (def. Istat – Forze di lavoro) è pari a 22,9% (contro 37,3% e 26,6% degli anni precedenti). Va comunque considerato che l’analogo dato relativo ai laureati magistrali in ingegneria gestionale del nostro Ateneo è quasi tre volte superiore e pari a 93,0% confermando la percezione anche da parte del mercato del lavoro che l’ingegnere gestionale è tipicamente un laureato magistrale.

Tra gli occupati, è in diminuzione e al 53,3% (contro il 57,6% e il 62,5% degli anni di indagine precedenti) la percentuale dei laureati che proseguono il lavoro iniziato prima della laurea, il 13,3% ha cambiato lavoro dopo la laurea (contro il 9,1% e il 6,3% degli anni precedenti), mentre stabile e pari al 33,3% (contro il 33,3% e il 31,3%) la percentuale di coloro che hanno iniziato a lavorare dopo la laurea.

Il tipo di attività lavorativa è lavoro a tempo indeterminato per il 20,0% (contro il 18,2% e il 18,8%) dei casi e il 60,0% (contro il 69,7% e il 56,3%) è part-time; il 13,3% (contro lo 0% delle due precedenti indagini) lavora nel settore pubblico, mentre l’80,0% (contro il 100% e il 93,8%) nel settore privato e pochi (6,7%) nel no profit (contro nessuno nell’indagine 2019 e il 6,3% nel 2018). I settori di impiego più rilevanti sono nei servizi (in totale 86,7% contro 90,9% e 81,3%) ed in particolare l’informatica (20,0% contro 3,0% e 6,3%), il commercio (13,3% contro 27,3% e 31,3%), trasporti, pubblicità e comunicazioni (13,3% contro 3,0% e 12,5%), istruzione e la ricerca (13,3% contro 0% nelle precedenti indagini), consulenze varie (6,7% contro 12,1% e 12,5%), altri servizi alle imprese (12,5% contro 5,3% e 0%), trasporti, pubblicità e comunicazioni (12,1% contro 12,5% e 0%), assenti altri servizi alle imprese, pubblica amministrazione e sanità. Il guadagno mensile netto medio è 765 Euro (contro 728 Euro e 860 Euro degli anni precedenti) con un guadagno medio nettamente più elevato per il genere maschile (come nelle precedenti indagini).

I dati sull’utilizzo e la richiesta della laurea nell’attuale lavoro mostrano un aumento del numero di laureati che dichiara di aver notato un miglioramento nel proprio lavoro dovuto alla laurea e pari al 25,0% (contro il 21,1% e il 20,0%) ed è in ricrescita la percentuale dei laureati che dichiara un utilizzo delle competenze acquisite con la laurea pari al 66,7%  (contro il 63,6% e il 56,3%) di cui in misura elevata il 20,0% (contro il 21,2% e il 25,0%) e ridotta il 46,7% (contro il 42,4% e il 31,3%). Infine, la formazione professionale acquisita all’università è ritenuta adeguata per l’80,0% (contro il 63,6% e il 62,5%).

La laurea si conferma comunque essere importante per l’attività lavorativa nella maggior parte dei casi. Diversamente dalle precedenti indagini la laurea è considerata richiesta per legge per il 13,3% (contro il 6,1% e il 18,8%), non richiesta ma necessaria per il 20,0% (contro il 15,2% e lo 0%) o ritenuta utile da solo il 33,3% (contro il 45,5% e il 25,0%).

Il 28,6% (contro il 25,0% e il 31,3%) dei laureati ritiene molto efficace la laurea nel lavoro svolto ed il 21,4% (contro il 37,5% e il 12,5%) la ritiene abbastanza efficace. In scala 1-10 il giudizio medio di soddisfazione per il lavoro svolto oscilla nel triennio ed è pari a 6,4 (contro 6,8 e 6,7) e aumenta leggermente la percentuale degli occupati che cercano lavoro (20,0% contro18,2% e 18,8%). Tra i non occupati che cercano lavoro (pari al 10% degli intervistati) l’ultima ricerca risale a più di un mese prima per il 40,0% (contro il 16,7% e il 50,0%).

Si ritengono i dati complessivamente soddisfacenti considerando che, per poter esprimere un giudizio corretto è bene ricordare che visto il breve periodo trascorso dalla laurea in molti casi si tratta di lavori che erano già svolti prima della laurea e che in buona parte dei casi stiamo parlando di lavori effettuati part-time mentre si ha l’obiettivo principale di continuare gli studi. Di certo i dati nel loro complesso confermano che la laurea di primo livello di fatto solo raramente è considerata l’obiettivo finale del percorso di studi come dimostrato anche da un sondaggio specifico condotto dal Corso di Laurea negli ultimi anni ed il confronto con i dati di Corsi di Studio simili di altri Atenei.

Relativamente al CdL omonimo in modalità prevalentemente a distanza (CdL online), essendo il corso di recente attivazione (nell’a.a. 2019/20) non ci sono ancora laureati/laureandi che consentano di effettuare l’analisi delle loro condizioni occupazionali.

 

Laureati di secondo livello (magistrali)

Si riporta la sintesi dei risultati della rilevazione di Almalaurea sui laureati magistrali del nostro Corso di Laurea Magistrale aggiornata all’indagine più recente che fa riferimento ai laureati dell’anno solare precedente (per una migliore confrontabilità della documentazione si riportano i dati relativi a uno specifico sottoinsieme dei laureati): Livello di soddisfazione dei laureandi (magistrali) e loro occupabilità.

L’esito dettagliato delle indagini degli ultimi tre anni è disponibile ai seguenti link:

L’analisi si basa sui dati dell’indagine AlmaLaurea per l’anno 2020 relativi alla condizione occupazionale dei laureati magistrali ad 1 anno dalla Laurea (in allegato), confrontati con i dati analoghi raccolti nelle indagini dei due anni precedenti. Il nuovo campione è leggermente inferiore al precedente (57 intervistati su 80 laureati, contro 60 su 94 per l’indagine 2019 3 contro 89 su 111 per l’indagine 2018), con una leggera maggioranza del genere maschile (55,0% contro 54,3% e 62,2% dei due anni precedenti).

1. Collettivo indagato

I dati mostrano un voto di laurea piuttosto elevato ed in crescita (111,2/110 contro 110,4/110 e 109,7/110) con una durata degli studi sostanzialmente stabile (2,5 anni contro 2,4 e 2,7), per una età media alla laurea di 26,5 anni (contro 27,0 e 27,1).

2. Formazione post-laurea

In diminuzione il numero di laureati magistrali che ha seguito una formazione post-laurea (52,6% contro 58,3% e 68,5%).

3. Condizione occupazionale

Il numero dei laureati magistrali che lavorano ad un anno dalla laurea si mantiene decisamente elevato e in aumento rispetto in particolare allo scorso anno (86,0% contro 90,0% e dell’anno precedente e 82,0% di due anni fa) ed il numero di chi non lavora ma cerca è leggermente in risalita (8,8% contro 5,0% e 13,5%). Il genere maschile lavora più di quello femminile (96,7% contro 88,9%, con un maggiore scarto rispetto ai precedenti due anni: 93,8% contro 85,7% e 83,1% contro 80,0%). Il tasso di occupazione secondo la definizione Istat si conferma a livelli eccellenti (93,0% contro 93,3% e 91,9% dei due anni precedenti).

4. Ingresso nel mercato del lavoro

Dei 49 occupati su 57 intervistati (contro i 54 occupati su 60 intervistati del precedente anno e i 73 occupati su 89 intervistati di due anni fa), il 67,3% ha iniziato a lavorare dopo la laurea magistrale (contro il 61,1% e il 68,5% dei due precedenti anni), e l’8,2% (contro il 18,5% e il 13,7%) ha cambiato lavoro dopo il conseguimento della laurea magistrale. I laureati trovano molto rapidamente il primo lavoro: il tempo medio dalla laurea all’inizio della ricerca del primo lavoro è stato di 0,5 mesi (contro 0,6 e 0,4 mesi) mentre il tempo dall’inizio della ricerca al reperimento del primo lavoro è di 2,5 mesi (contro 2,2 e 2,7 mesi). In definitiva il tempo medio dalla laurea al reperimento del primo lavoro è di soli 3,1 mesi (contro 2,8 e 3,0 mesi).

5. Caratteristiche dell’attuale lavoro

È sostanzialmente stabile, rispetto allo scorso anno, la percentuale di attività lavorativa a tempo indeterminato e pari a 34,7% (contro 33,3% e 34,2% dei due anni precedenti). Tra le forme a tempo determinato spicca la percentuale dei contratti formativi pari al 40,8%, in risalita nel triennio (35,2% e 27,4%) e quella di tipo non-standard (29,4%, contro 15,9% e 35,6% dei due anni precedenti). Assente la diffusione del part-time (così come nei due anni precedenti). Il numero medio di ore settimanali di lavoro è pari a 42,0 (contro 43,0 e 42,5 ore settimanali dei due precedenti anni).

6.Caratteristiche dell’azienda

Trascurabile la percentuale di lavoratori nel settore pubblico pari a 2,0% (contro lo 0,0% e l’1,4% dei due anni precedenti di indagine) con quasi tutti impiegati nel settore privato (98,0%, contro 94,4% e 98,6% degli anni precedenti). Assente il campo del no profit (presente al 5,6% solo nell’anno precedente).
Il 53,1% degli occupati intervistati opera nel ramo Servizi (contro il 72,2% e il 60,3% dei due anni precedenti di indagine). In tale ramo il settore più rilevante nell’anno di indagine corrente (a differenza dei due anni precedenti) è quello dei “Consulenze varie” (dal 17,8% al 18,5% e al 18,4% del corrente anno di indagine), seguito da quello delle “Commercio” (dal 6,8% al 5,6% e al 14,3% del corrente anno di indagine), da quello della “Trasporti” (dall’8,2% al 22,2% e all’8,2% del corrente anno di indagine), da quello della “Informatica” (dal 12,3% al 13,0% e al 8,2% del corrente anno di indagine), da quello del “Credito, assicurazioni” (dall’8,2% al 9,3% e al 2,0% del corrente anno di indagine), da quello del “Commercio” (dal 4,8% al 6,8% e al 5,6% del corrente anno di indagine) e da quello del “Pubblica amministrazione e forze armate” (dal 2,7% allo 0,0% e al 2,0% del corrente anno di indagine). Il 46,9% degli occupati intervistati opera invece nel ramo Industria (contro il 21,1% e il 39,7% dei due anni precedenti di indagine). Tra i settori di impiego di questo ramo, il più rilevante anche se in calo nel triennio è il settore “Chimica/Energia” (dal 16,4% al 9,3% e al 18,4% del corrente anno di indagine), seguito da “Altra industria manifatturiera” (dal 13,7% al 5,6% e al 14,3% del corrente anno di indagine), da “Metalmeccanica e meccanica di precisione” (dal 9,6% al 7,4% e al 10,2% del corrente anno di indagine) e da “Edilizia” (dallo 0,0% all’1,4% e al 4,1% del corrente anno di indagine). Come anticipato da tali dati, si conferma nel complesso una prevalenza dei settori dei Servizi su quelli dell’Industria (53,1% contro 46,9%) anche se in misura inferiore rispetto alle precedenti due indagini (72,2% contro 21,1% per l’indagine 2019 e 60,3% contro 39,7% per l’indagine 2018).

7. Guadagno

Si mantiene elevato anche se in lieve diminuzione il guadagno mensile netto medio (1438 Euro contro 1506 Euro e 1473 Euro dei due anni precedenti) con un guadagno medio leggermente più elevato per il genere femminile.

8. Utilizzo e richiesta della laurea nell’attuale lavoro

Elevata e pari all’83,3% (contro il 72,7% e l’84,6% dei due anni precedenti) la percentuale di coloro che hanno notato un miglioramento nel proprio lavoro dovuto alla laurea, principalmente nella posizione lavorativa (30,0%) e dal punto di vista economico (30,0%). Il 93,8% (contro il 100,0% e il 95,9%) dichiara di utilizzare le competenze acquisite con la laurea e il 57.1% (contro il 50.0% e il 54,8%) in misura elevata. Il 65,3% (contro il 75,9% e il 71,2%) ritiene molto adeguata la formazione professionale acquisita con la laurea mentre il 28,6% (contro il 20,4% e il 27,4%) la ritiene poco adeguata e solo il 6,1% (contro l’1,9% e l’1,4%) inutile. Il 30,6% (contro il 14,8% e il 15,1%) dichiara che la laurea è richiesta per legge, mentre il 38,8% (contro il 46,3% e il 50,7%) la ritiene comunque necessaria e il 22,4% (contro il 35,2% e il 31,5%) almeno utile. Il 93,7% (contro il 96,3% e il 97,2%) ritiene utile per il lavoro svolto l’aver acquisito la laurea magistrale e in particolare il 66,0% (contro 57,4% e il il 60,6%) la ritiene molto efficace o comunque efficace e il 27,7% (contro il 38,9% e il 36,6%) abbastanza efficace.

9. Ricerca del lavoro

Tra i non occupati che cercano lavoro il 60,0% (contro il 66,7% e il 75,0%) aveva effettuato la ricerca più recente negli ultimi 15 giorni dal sondaggio, il 40,0% (contro il 33,3% e l’8,3%) più di un mese prima. Si registrano 5 non occupati (su 57 intervistati) che non cercano lavoro e per motivi di studio (100,0%).

10. Confronto con altri corsi di studio della Macroarea e dell’Ateneo

II dati dell’indagine 2020 (57 intervistati su 80 laureati) mostrano che il Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale presenta un’efficacia per entrare nel mondo del lavoro ad 1 anno dalla laurea decisamente superiore alla media dei Corsi di laurea magistrale di Ingegneria dello stesso ateneo (207 intervistati su 328 laureati). In particolare, nettamente migliore alla media la condizione occupazionale (86,0% di occupati dei laureati del CdS contro 75,8% dei laureati magistrali in ingegneria dell’ ateneo, mentre nei due anni di indagine precedente il confronto è stato 90,0% di occupati contro 79,2%, per il 2019 e 82,0% di occupati contro 77,4% per il 2018), il tasso di occupazione Istat – Forza di lavoro (93,0% contro 87,0%, mentre 93,3% contro 90,0% e 91,0% contro 89,6% nei due anni precedenti), leggermente superiore la percentuale di tipologia di lavoro a tempo indeterminato (34,7% contro 29,3%, mentre 33,3% contro 35,3% e 34,2% contro 35,6%nei due anni precedenti) e in linea il guadagno (1462 Euro contro 1450, mentre 1506 Euro contro 1482 e 1473 Euro contro 1494 Euro negli anni precedenti).

11. Occupabilità a tre anni dalla laurea

Concludiamo l’analisi riportando i principali dati sull’occupabilità a tre anni dalla laurea, sulla base dei dati della relativa indagine 2020 di AlmaLaurea (85 intervistati su 111 laureati), confrontati con quelli delle indagini 2019 (62 intervistati su 80 laureati) e 2018 (71 intervistati su 98 laureati). In particolare, il 95,3% degli intervistati risulta occupato a tre anni dalla laurea (contro il 93,5% e il 93,0% delle indagini precedenti): al 95,3% si somma tuttavia l’1,2% di intervistati che non lavora e non cerca lavoro perché impegnato in un corso universitario/praticantato. Il tasso di occupazione Istat – Forza di lavoro è pari al 98,8% (contro 98,4% e 97,2% delle indagini precedenti); la percentuale di tipologia di lavoro a tempo indeterminato è pari all’82,7% (contro l’84,5% e il 72,7% delle indagini precedenti); il principale ramo di attività è quello dei Servizi con il 65,4% (contro il 65,5%  e il 69,7%); la sede di lavoro è per lo più nel centro Italia e pari a 75,3% (contro 63,8% e 77,3%) e scarsa la quota di chi lavora all’estero pari al 2,5%; la retribuzione media è di 1624 Euro (contro 1664 Euro e 1607 Euro delle indagini precedenti), con trascurabile differenza tra i due generi.

In definitiva i dati occupazionali si ritengono molto positivi e in linea a quelli delle indagini precedenti.

12. Tirocini ed esperienze di lavoro durante gli studi

Nel corso dell’ultimo triennio completato (2018-2020) sono stati svolti tramite il nostro ateneo 76 progetti di tirocinio curriculare in aziende ed enti esterni nei quali sono stati coinvolti studenti del Corso di Laura Magistrale in Ingegneria Gestionale. La durata tipica dei tirocini curriculari in azienda è di circa 5/6 mesi solari, con una riduzione registrata nel 2020 a causa delle interruzioni dovute alle misure di contenimento del Covid 19.
Considerando la consistenza numerica degli studenti regolarmente frequentanti il II anno di corso della laurea magistrale, si stima che il numero di tirocini in azienda copra tra il 20 e il 25% degli studenti. Dato lusinghiero se si considera che un certo numero di tirocini non transita direttamente per l’Ateneo e che vi sono anche tirocini curriculari che si svolgono internamente all’Ateneo.

L’indagine Almalaurea sul profilo dei laureati nel 2020 indica che il 38% degli studenti hanno svolto tirocini formativi curriculari o lavoro riconosciuti dal corso di laurea magistrale (59,7% per il 2019, 54% per il 2018) e che il 10,6% degli studenti ha svolto tirocini organizzati dal corso e svolti al di fuori dell’università (22,2% per il 2019, 22,2% per il 2018). Il dato conferma dunque la stima pur evidenziando un calo nel 2020, a dire il vero superiore a quanto si evincerebbe dai dati interni precedentemente illustrati (che potrebbe essere dovuto alla percezione dei tirocini a distanza, da parte degli studenti che hanno risposto al sondaggio, non equivalenti ai tirocini in presenza.

Nel triennio in esame i tirocinanti sono stati ospitati da oltre 40 aziende, di natura prevalentemente privata, sia nel settore industriale sia in quello dei servizi, ed in particolare della consulenza.

Al termine di ciascun tirocinio l’organizzazione ospitante è invitata a compilare un documento di attestazione che contiene le informazioni relative alla durata, ai contenuti delle attività affidate allo studente e al contesto organizzativo in cui tali attività sono state svolte. Inoltre, l’attestazione contiene un giudizio sintetico sulle capacità dimostrate dal candidato nonché di apprezzamento del lavoro svolto.

Per quanto riguarda in particolare il periodo intercorso dall’ultima analisi (ultimo trimestre 2020 e primi tre trimestri del 2021) si è registrato un andamento abbastanza positivo tenendo conto delle complicazioni dovute alla pandemia Covid 19. Il 2020 si è concluso con un numero di tirocini addirittura leggermente superiore a quelli dell’anno precedente, grazie anche alla possibilità di attivare tirocini a distanza. I tirocini sono ripresi prevalentemente in presenza da luglio 2020 e nel 2021 il numero di tirocini attivati sembra assolutamente in linea a quello degli anni passati. Nel corso dello stesso periodo sono inoltre stati avviati cinque tirocini interni all’Ateneo. Tutti i giudizi sintetici raccolti per i tirocini esterni e interni sono stati positivi.

Dalla fine del 2015 è stato attivato un servizio di valutazione del raggiungimento dei risultati di apprendimento attesi attraverso la sottomissione di un questionario ai tutor aziendali al termine del tirocinio curriculare. Nel periodo settembre 2020 – settembre 2021 sono pervenuti 8 questionari compilati che confermano la piena soddisfazione dei tutor (si veda rapporto e questionario in allegato) e dai quale emerge:

  • Una conferma dell’ampiezza degli sbocchi professionali del laureato magistrale in ingegneria gestionale
  • Una conferma che i risultati di apprendimento definiti per il corso vengono ritenuti idonei dai tutor coinvolti. Non vi sono indicazioni significative per il campo “Tra le competenze richieste dal mondo del lavoro nel mercato del settore in cui il tirocinio è stato effettuato, ne indichi una o più per la/le quale/quali lo studente NON ha raggiunto le sue aspettative”, mentre alla domanda “Nel complesso, ritiene che le competenze dimostrate dallo studente nell’ambito del tirocinio siano allineate a quelle richieste dal mercato del lavoro per un laureato magistrale in ingegneria gestionale nel settore in cui il tirocinio è stato effettuato?” il giudizio espresso è stato di 4,5/5 (per il 2020 4,5/5, per il 2019 4,5/5, per il 2018 4,5/5, per il 2017 4,3/5 e per il 2016, 4,4/5).
  • Una conferma del raggiungimento da parte degli studenti coinvolti nei tirocini dei risultati di apprendimento definiti per il corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale con risultati medi compresi tra il 4,1 ed il 5 per conoscenza e comprensione e capacità di applicarle (3 corrisponde a “al livello delle aspettative” e 4 a “al di sopra delle aspettative”) e compresi tra 4,5 e 4,6 per autonomia, abilità comunicative e capacità di apprendimento del tirocinante.
  • Che i principali punti di forza dei nostri laureandi magistrali segnalati più volte dai tutor aziendali sono autonomia, analisi critica, flessibilità e problem solving.

13. Stage post-lauream

Nel corso dell’ultimo triennio sono stati avviati dall’Ufficio placement dell’ateneo 19 stage post-laurea nei quali sono stati coinvolti studenti del Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale.

Considerando la consistenza numerica dei laureati magistrali in ingegneria gestionale, si stima che il numero di stage in azienda attraverso l’Università abbia coperto meno del 10% dei laureati.

Gli stage si sono distribuiti nel seguente modo:

  • Anno 2018: 7 stage post-laurea
  • Anno 2019: 9 stage post-laurea
  • Anno 2020: 3 stage post-laurea

Gli stage avvengono generalmente nel settore privato, sia nel settore industriale sia in quello dei servizi con particolare rilevanza per la consulenza.

Al termine di ciascuno stage l’azienda ospitante compila un documento di attestazione che contiene le informazioni relative alla durata, ai contenuti delle attività affidate allo stagista, al contesto organizzativo in cui tali attività sono state svolte e alle conoscenze e competenze maturate dal neolaureato. Inoltre, l’attestazione contiene un giudizio sintetico sulle capacità dimostrate dal candidato nonché di apprezzamento del lavoro svolto. La valutazione dell’operato dei candidati è stata sempre positiva.