Occupabilità Laureati

A tre anni dal conseguimento della Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale a Tor Vergata il 98,7% dei laureati lavora. Il tasso di occupazione (def. Istat) è del 98,7%. [fonte statistiche: Almalaurea, indagine 2016]

Si riportano di seguito gli esiti delle indagini degli ultimi tre anni sui dati di occupabilità a tre anni dalla laurea magistrale:

Nel seguito è riportato il dettaglio dell’analisi dei dati di occupabilità ad un anno dalla laurea dei:

La condizione occupazionale dei laureati è monitorata attraverso i dati dello studio Almalaurea che può essere consultato nella sua versione completa su: http://www2.almalaurea.it/cgi-php/universita/statistiche/tendine.php?config=occupazione.

 

Laureati di primo livello (triennali)

I laureati di primo livello in Ingegneria Gestionale, secondo una tendenza verificata a livello nazionale, per oltre il 94% prosegue il percorso di studi iscrivendosi alla Laurea Magistrale. Di conseguenza i dati di occupabilità dei laureati di primo livello risultano limitatamente significativi.

Si riporta la sintesi dei risultati della rilevazione di Almalaurea sui laureati triennali del nostro Corso di Laurea aggiornata all’indagine più recente che fa riferimento ai laureati dell’anno solare precedente (per una migliore confrontabilità della documentazione si riportano i dati relativi a uno specifico sottoinsieme dei laureati): Livello di soddisfazione dei laureandi (triennali) e loro occupabilità.

L’esito dettagliato delle indagini degli ultimi tre anni è disponibile ai seguenti link:

Si riporta nel seguito l’analisi dei risultati della rilevazione su tutti gli intervistati dell’indagine 2016 di Almalaurea sulla condizione occupazionale dei laureati nel 2015 ad un anno dalla laurea, comparati a quelli dei due anni precedenti.

Il campione dei laureati 2015 è 105 di cui 91 gli intervistati (103 e 62 il numero dei laureati del 2014 e del 2013, mentre 96 e 55 rispettivamente quello degli intervistati) di cui il campione maschile è 52,4% (contro 59,2% (2014) e 46,8% (2013)) mentre quello femminile è di 47,6% (contro 40,8% (2014) e 53,2% (2013)).

I dati mostrano una lieve flessione del voto medio di laurea (100,2 contro 102,3 dei laureati del 2014 e 102,8 di quelli del 2013) ed una durata media degli studi sostanzialmente costante e pari a 5 anni (contro 4,5 e 4,5).

Leggermente in calo nel triennio la tendenza a proseguire gli studi da parte della quasi totalità degli studenti (91,2% è attualmente iscritto ad un corso di laurea magistrale, contro 88,5% e 94,5% degli anni precedenti).

Il motivo principale per il quale si proseguono gli studi si conferma la volontà di migliorare le possibilità di trovare lavoro (37,5% contro 40% e 47,2% degli anni precedenti), mentre una parte significativa dei laureati la ritiene utile per migliorare le possibilità di lavoro (44,6% contro 46,5%) e necessaria per trovare lavoro (10,8% contro 22,1% e 28,3%). Il percorso scelto si conferma essere ritenuto di gran lunga il proseguimento naturale del corso di laurea di primo livello (90,4% contro 90,7% e 92,5% degli anni precedenti) ed è effettuato per la stragrande maggioranza nello stesso Ateneo e per lo stesso gruppo disciplinare (84,3% contro 81,2% e 94,8%), con una soddisfazione media per gli studi magistrali intrapresi pari a 8 (in una scala da 1 a 10).

Il 4,4% degli intervistati non ha proseguito gli studi magistrali e lavora, mentre il 2,2% non ha proseguito gli studi magistrali e non lavora e il 2,2% non ha proseguito gli studi magistrali ed è alla ricerca del lavoro. Complessivamente il 16,5% dei laureati 2015 intervistati lavora (contro il 21,9% e 29% dei due anni precedenti) e l’8,8% non lavora ma cerca (contro il 13,5% e il 9%). I dati occupazionali sono in diminuzione: il tasso di occupazione (def. Istat – Forze di lavoro) è pari a 18.7 (contro 25 e 32,7 dei precedenti anni). Va comunque considerato che l’analogo dato relativo ai laureati magistrali è quasi tre volte superiore e pari a 95,1 confermando la percezione anche da parte del mercato del lavoro che l’ingegnere gestionale è tipicamente un laureato magistrale.

Dei 21 occupati, il 53,3% proseguono il lavoro iniziato prima della laurea (contro il 66,7% e 62,5% dei precedenti anni), il 13,3% ha cambiato lavoro dopo la laurea (contro il 4,8% e 6,3%) mentre leggermente in crescita e pari al 33,3% (contro il 28,6% e il 31,3%) la percentuale di coloro che hanno iniziato a lavorare dopo la laurea (circa 3 mesi il tempo per il reperimento del lavoro).

Il tipo di attività lavorativa è lavoro a tempo indeterminato nel 20% (contro il 28,6% e il 6,3%) dei casi e il 53,3% (contro il 76,2% e 62,5%) è part-time, il 6,7% (contro il 4,8% e il 6,3%) lavora nel settore pubblico mentre il 93,3% (contro il 95,2% e l’87,5%) nel settore privato e nessuno nel no profit (contro lo 0% e il 6,3%). I settori di impiego più rilevanti sono nei servizi (in totale 80% contro 95,2% e 93,8%) ed in particolare il commercio (20% contro 23,8% e 6,3%), l’informatica (13,3% contro 9,5% e 6,3%), trasporti, pubblicità e comunicazioni (13,3% contro 4,8% e 6,3%), pubblica amministrazione (6,7% contro 4,8%), consulenze varie (6,7%) e in generale altri servizi (20% contro 28,6% e 43,8%). Il guadagno mensile netto medio sale a 822 Euro (contro 674€ e 594€ dei precedenti anni) con un guadagno medio più elevato per il sesso maschile (invertendo la tendenza rispetto allo scorso anno).

I dati sull’utilizzo e la richiesta della laurea nell’attuale lavoro sono in miglioramento: 25% (contro il 35,7% e il 30%) è il numero di laureati che dichiara di aver notato un miglioramento nel proprio lavoro dovuto alla laurea, il 73,3% (contro il 61,9% e il 50%) dei laureati dichiara un utilizzo delle competenze acquisite con la laurea (in misura elevata 20% (contro 38,1% e 25%) e ridotta il 53,3% (contro il 23,8% e il 25%). La formazione professionale aquisita all’università è ritenuta adeguata per il 60% (contro il 61,9%).

La laurea si conferma essere importante per l’attività lavorativa nella maggior parte dei casi. In particolare pur essendo scarsamente richiesta per legge (6,7% contro 4,8% e 0% anni precedenti), è necessaria (13,3% contro 14,3% e 18,8%) o quantomeno è ritenuta utile (53,3% contro 38,1% e 37,5%).

Il 26,7% (contro il 38,1% e il 25%) dei laureati ritiene molto efficace/efficace la laurea nel lavoro svolto ed il 46,7% (contro il 19% e il 18,8%) la ritiene abbastanza efficace. In scala 1-10 il giudizio medio di soddisfazione per il lavoro svolto scende a 5,9 da 6,6 e da 7,3, mentre cresce la percentuale degli occupati che cercano un lavoro (40% contro il 38,1% e il 12,5%). Tra i non occupati che cercano lavoro il 75% ha effettuato l’ultima ricerca recentemente mentre per il 25% sono trascorsi oltre sei mesi dall’ultima ricerca.

Si ritengono i dati complessivamente positivi considerando che, per poter esprimere un giudizio corretto è bene ricordare che visto il breve periodo trascorso dalla laurea in molti casi si tratta di lavori che erano già svolti prima della laurea e che in buona parte dei casi stiamo parlando di lavori effettuati part-time mentre si ha l’obiettivo principale di continuare gli studi. Di certo i dati nel loro complesso confermano che la laurea di primo livello di fatto solo raramente è considerata l’obiettivo finale del percorso di studi come dimostrato anche da un sondaggio specifico condotto dal Corso di Laurea negli ultimi 3 anni ed il confronto con i dati di Corsi di Studio simili di altri Atenei.

 

Laureati di secondo livello (magistrali)

Si riporta la sintesi dei risultati della rilevazione di Almalaurea sui laureati magistrali del nostro Corso di Laurea Magistrale aggiornata all’indagine più recente che fa riferimento ai laureati dell’anno solare precedente (per una migliore confrontabilità della documentazione si riportano i dati relativi a uno specifico sottoinsieme dei laureati): Livello di soddisfazione dei laureandi (magistrali) e loro occupabilità.

L’esito dettagliato delle indagini degli ultimi tre anni è disponibile ai seguenti link:

Si riporta nel seguito l’analisi dei risultati della rilevazione su tutti gli intervistati dell’indagine 2016 di Almalaurea sulla condizione occupazionale dei laureati nel 2015 ad un anno dalla laurea, comparati a quelli dei due anni precedenti.

Il campione dei laureati 2015 è 98 di cui 80 gli intervistati (48 e 91 il numero dei laureati del 2014 e del 2013, mentre 41 e 75 rispettivamente quello degli intervistati) di cui il campione maschile è 49% (contro 82,9% (2014) e 60% (2013)) mentre quello femminile è di 51% (contro 11,1% (2014) e 40% (2013)).

1. Collettivo indagato

I dati mostrano un voto di laurea piuttosto elevato anche se con una leggera crescita (108,9 contro 108,2 e 107,3 dei due anni precedenti) con una durata degli studi stabile, 2,8 anni contro 2,8 e 2,9, per una età media alla laurea di 26,8 (contro 26,5 e 26,6).

2. Formazione post-laurea

Leggermente in flessione il numero di laureati magistrali che ha seguito una formazione post-laurea (70% contro 70,7% e 77,3%), sostanzialmente per l’assestamento del numero di stage aziendali (sceso al 58,8% dal 63,4% (laureati 2014) e dal 69,3% (laureati 2013)).

3. Condizione occupazionale

l numero dei laureati magistrali che lavorano ad un anno è pari all’83,8% (contro il 92,7% e l’82,7% per i laureati degli anni precedenti) ed il numero di chi non lavora ma cerca è limitato 11,3% (contro il 7,3% e 13,3%). La percentuale dei laureati 2015 di genere femminile è leggermente superiore a quella maschile (85,4% contro 82,1%); per i laureati dell’anno precedente la situazione è opposta (90,9% genere femminile contro 93,3% del maschile). Il tasso di occupazione secondo la definizione Istat si conferma a livelli eccellenti anche se in leggero calo: 91,3 (contro 95,1 e 93,3 dei due anni precedenti).

4. Ingresso nel mercato del lavoro

Dei 67 occupati (su 80 intervistati), circa il 70% ha iniziato a lavorare dopo la laurea magistrale (contro il 57,9 % e il 60% degli anni precedenti), e il 17,9% (contro il 21,1%% e il 17,7%) ha cambiato lavoro dopo il conseguimento della laurea magistrale. I laureati trovano molto rapidamente il primo lavoro: il tempo medio dalla laurea all’inizio della ricerca del primo lavoro è stato di 0,5 (contro 0,6 mesi degli anni precedenti) mentre il tempo dall’inizio della ricerca al reperimento del primo lavoro è di 1,8 mesi (contro 2,7 e 2,6 mesi). In definitiva il tempo medio dalla laurea al reperimento del primo lavoro è di soli 2,5 mesi (contro 3,4 e 3,5 mesi degli anni precedenti).

5. Caratteristiche dell’attuale lavoro

E’ stabile la percentuale di attività lavorativa a tempo indeterminato che tocca un lusinghiero 50,7% (contro 36,8% e 37,1% degli anni precedenti). Tra le altre forme spicca la percentuale dei contratti formativi pari al 26,9% (contro 26,3% e 33,9%). Risulta inoltre assente la diffusione del part-time (contro il 2,6% e il 4,8% degli anni precedenti).

6.Caratteristiche dell’azienda

In netto calo nel triemmio la percentuale di lavoratori nel settore pubblico (4,5% contro lo 0% e il 12,9% dei due anni precedenti) con in pratica tutti impiegati nel settore privato (94% contro il 100% e l’87,1% degli anni precedenti). Trascurabile come nei precedenti anni il campo del no-profit (1,5%).
Tra i settori di impiego più rilevanti in netta crescita Consulenze varie (dal 12,9% (laureati 2013) al 23,7% (laureati 2013) al 35,8% (laureati 2015)), mentre in calo Trasporti, pubblicità, comunicazioni (dal 33,9% al 13,2% al 9%); in calo il Commercio (dal 4,8% al 13,2% al 3%), lievemente in crescita l’Industria Chimica/Energia (dall’8,1% al 13,2% al 10,4%) e la Metalmeccanica e meccanica di precisione (dall’1,6% al 15,8% al 10,4%). Completano il quadro l’Altra industria manifatturiera (dall’11,3% al 7,9% al 6%), l’Informatica (dal 9,7% al 5,3% al 9%).
Si conferma nel complesso la prevalenza del settore dei Servizi su quello dell’Industria (70,1% contro 26,9%; 63,2% contro 36,8%, nell’indagine 2015, e 72,6% contro 24,2%, nell’indagine 2014).

7. Guadagno

Si mantiene elevato il guadagno mensile netto medio (1434 Euro contro 1427 e 1305 Euro degli anni precedenti) con un guadagno medio leggermente più elevato per il genere maschile (1553 Euro contro 1322 Euro per il genere femminile).

8. Utilizzo e richiesta della laurea nell’attuale lavoro

Il 37,5% (contro l’85,7% e il 53,8% degli anni precedenti) ha notato un miglioramento nel proprio lavoro dovuto alla laurea, principalmente nelle mansioni svolte (66,7%). Il 94% (contro il 97,4% e il 93,6%) dichiara di utilizzare le competenze acquisite con la laurea e il 41,8% (contro il 34,2%) in misura elevata. Il 95,5% (contro il 100% e il 93,6%) ritiene adeguata la formazione professionale acquisita con la laurea e il 62,7% (contro il 55,3%) molto adeguata. Solo il 4,5% (contro il 7,9%) dichiara che la laurea è richiesta per legge, mentre il 61,2% (contro il 47,4%) la ritiene comunque necessaria e il 32,8% (contro il 44,7%) almeno utile. L’82,1% (contro il 76,3%) ritiene utile per il lavoro svolto l’aver acquisito la laurea magistrale e in particolare il 23,9% (contro il 26,3%) la ritiene fondamentale. Il 45,3% (contro il 39,5%) la ritiene molto efficace o comunque efficace e il 51,6% (contro il 57,9%) abbastanza efficace.

9. Ricerca del lavoro

Tra i non occupati che cercano lavoro il 55% aveva effettuato la ricerca più recente negli ultimi 15 giorni dal sondaggio, il 33,3% più di un mese prima. Non si registrano non occupati che non cercano lavoro.

10. Confronto con altri corsi di studio della Macroarea e dell’Ateneo

I dati mostrano che il Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale presenta un’efficacia per entrare nel mondo del lavoro ad 1 anno dalla Laurea decisamente superiore alla media dei Corsi di laurea magistrale della Macroarea dell’Ateneo (281 intervistati). In particolare nettamente migliore alla media la condizione occupazionale (83,8% contro una media di 71,5%), il tasso di occupazione Istat – Forza di lavoro (91,3% contro 85,4%), mentre in linea la percentuale di tipologia di lavoro a tempo indeterminato (50,7% contro 52,2%) e il guadagno (1434 Euro contro 1437 Euro). Si apprezza anche una minore differenza tra il guadagno degli uomini rispetto a quello delle donne (129 Euro contro 169 Euro).

I dati occupazionali si ritengono dunque decisamente positivi soprattutto se analizzati in tendenza e nel contesto lavorativo attuale.

11. Tirocini ed esperienze di lavoro durante gli studi

Nel corso dell’ultimo quinquennio sono stati realizzati 278 progetti di stage/tirocinio (nel 2015 i dati si riferiscono ai soli tirocini curriculari) nei quali sono stati coinvolti neolaureati/studenti del Corso di Laura Magistrale in Ingegneria Gestionale. Considerando la consistenza numerica degli studenti regolarmente frequentanti il II anno di corso della laurea magistrale, il dato attesta che oltre l’80% degli studenti hanno effettuato un progetto di tirocinio/stage. La durata tipica di tali progetti è di circa 5 mesi. Le organizzazioni che hanno ospitato i progetti di stage/tirocinio sono prevalentemente private, sia industriali sia di servizi.

Al termine di ciascun tirocinio/stage l’azienda ospitante compila un documento di attestazione che contiene le informazioni relative alle ore di impiego, i contenuti delle attività affidate allo studente, il contesto organizzativo in cui tali attività sono state svolte. Inoltre, l’attestazione contiene un giudizio sintetico sulle capacità dimostrate dal candidato nonché di apprezzamento del lavoro svolto. Analizzando i documenti di attestazione si evince che il 99% di questi riporta un giudizio positivo.

Per quanto riguarda in particolare l’anno 2015, sono stati avviati 37 tirocini curriculari, risultando quindi un numero in forte crescita e non è stato registrato alcun giudizio negativo.

Dalla fine del 2015 è stato attivato un servizio di valutazione del raggiungimento dei risultati di apprendimento attesi attraverso la sottomissione di un questionario ai tutor aziendali al termine del tirocinio curriculare. Per i tirocini attivati nel 2015 sono pervenuti ad oggi 8 questionari compilati che dimostrano la piena soddisfazione dei tutor.