Occupabilità Laureati

A tre anni dal conseguimento della Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale a Tor Vergata nessuno dei laureati è in cerca di occupazione. Il tasso di occupazione (def. Istat) è del 98,4%. [fonte statistiche: Almalaurea, indagine 2019]

Si riportano di seguito gli esiti delle indagini degli ultimi tre anni sui dati di occupabilità a tre anni dalla laurea magistrale:

Nel seguito è riportato il dettaglio dell’analisi dei dati di occupabilità ad un anno dalla laurea dei:

La condizione occupazionale dei laureati è monitorata attraverso i dati dello studio Almalaurea che può essere consultato nella sua versione completa su: http://www2.almalaurea.it/cgi-php/universita/statistiche/tendine.php?config=occupazione.

 

Laureati di primo livello (triennali)

I laureati di primo livello in Ingegneria Gestionale, secondo una tendenza verificata a livello nazionale, per oltre il 94% prosegue il percorso di studi iscrivendosi alla Laurea Magistrale. Di conseguenza i dati di occupabilità dei laureati di primo livello risultano limitatamente significativi.

Si riporta la sintesi dei risultati della rilevazione di Almalaurea sui laureati triennali del nostro Corso di Laurea aggiornata all’indagine più recente che fa riferimento ai laureati dell’anno solare precedente (per una migliore confrontabilità della documentazione si riportano i dati relativi a uno specifico sottoinsieme dei laureati): Livello di soddisfazione dei laureandi (triennali) e loro occupabilità.

L’esito dettagliato delle indagini degli ultimi tre anni è disponibile ai seguenti link:

Si riporta nel seguito l’analisi dei risultati della rilevazione su tutti gli intervistati dell’indagine 2019 di Almalaurea sulla condizione occupazionale dei laureati del 2018 ad un anno dalla laurea, comparati a quelli dei due anni precedenti.

La numerosità dei laureati e degli intervistati è in leggero calo rispetto ai due precedenti anni: nell’indagine 2019 si registrano 102 intervistati su 129 laureati (contro 79 su 94, per l’anno di indagine 2018, e 97 su 107 nel 2017), con il campione più omogeneo rispetto ai due anni precedenti anche se ancora leggermente spostato sul genere maschile: 52,7% contro 47,3% (57,4%, contro 42,6% nel 2018 e 62,6% contro 37,4% nel 2017).

In aumento, rispetto alle precedenti indagini, la tendenza a proseguire gli studi da parte dei laureati pari a 94,1% (contro il 92,4% e l’88,6% degli anni precedenti).
Il motivo principale per il quale si proseguono gli studi si conferma la volontà di migliorare le possibilità di trovare lavoro (40,6%, contro 46,6% e 46,5% dei due anni precedenti), mentre una parte significativa dei laureati la ritiene utile per migliorare la propria formazione culturale (31,3%, contro 35,6% e 24,4%) e necessaria per trovare lavoro (10,4%, contro 12,3% e 12,8%). Il percorso scelto si conferma essere ritenuto di gran lunga il proseguimento naturale del corso di laurea di primo livello (92,7%, contro 94,5% e 87,2%).

Dai dati Almalaurea relativi alla condizione occupazionale dei laureati emerge che un’ampia maggioranza dei laureati di primo livello del 2019, pari all’84,9%, ha scelto di proseguire gli studi nello stesso Ateneo (contro l’84,9 % del 2018 e l’83,5% del 2017). Dalla rilevazione corrente di Almalaurea sulla condizione occupazionale non si hanno a disposizione i dati relativi alla tipologia di prosecuzione degli studi universitari dei laureati del 2019 e del 2018. In base ai dati delle rilevazioni precedenti la percentuale dei laureati che prosegue nello stesso gruppo disciplinare è stata pari all’80% (2017) nello stesso Ateneo e pari al 14,0% (2017) in altro Ateneo. La soddisfazione media per gli studi magistrali intrapresi dai laureati di primo livello del 2019 è pari a 8,4 (in una scala da 1 a 10) contro 8,4 e 7,9 degli anni precedenti.

Tra i laureati che non hanno proseguito gli studi alla magistrale (pari al 5,9% degli intervistati) il 100,0% dichiara di lavorare e nessuno è alla ricerca di un lavoro. I laureati triennali del 2019 che attualmente sono iscritti alla magistrale e lavorano sono il 26,5% degli intervistati (contro il 16,5% e il 14,4% dei due precedenti anni di indagine). Complessivamente il 32,4% degli intervistati lavora (contro il 20,3% e il 19,6% dei due anni precedenti) e il 5,9% non lavora ma cerca (contro il 7,6% e il 20,6%), mentre il 61,8% (contro il 70,9% e il 56,7%) non lavora e non cerca ma è impegnata in un corso universitario/praticantato. I dati occupazionali sono in ripresa: il tasso di occupazione (def. Istat – Forze di lavoro) è pari a 37,3% (contro 26,6% e 25,8% degli anni precedenti). Va comunque considerato che l’analogo dato relativo ai laureati magistrali in ingegneria gestionale del nostro Ateneo è quasi tre volte superiore e pari a 93,3% confermando la percezione anche da parte del mercato del lavoro che l’ingegnere gestionale è tipicamente un laureato magistrale.

Tra gli occupati, è in diminuzione e al 57,6% (contro il 62,5% e il 68,4% degli anni di indagine precedenti) la percentuale dei laureati che proseguono il lavoro iniziato prima della laurea, il 9,1% ha cambiato lavoro dopo la laurea (contro il 6,3% e il 5,3% degli anni precedenti), mentre leggermente in aumento e pari al 33,3% (contro il 31,3% e il 26,3%) la percentuale di coloro che hanno iniziato a lavorare dopo la laurea.

Il tipo di attività lavorativa è lavoro a tempo indeterminato nel 18,2% (contro il 18,8% e il 21,1%) dei casi e il 69,7% (contro il 56,3% e il 63,2%) è part-time; lo 0% (stesso valore delle due precedenti indagini) lavora nel settore pubblico mentre il 100% (contro 93,8% e l’89,5%) nel settore privato e nessuno nel no profit (contro il 6,3% e il 10,5%). I settori di impiego più rilevanti sono nei servizi (in totale 90,9% contro 81,3% e 89,5%) ed in particolare il commercio (27,3% contro 31,3% e 15,8%), consulenze varie (12,5% contro 10,5%), altri servizi alle imprese (12,5% contro 5,3% e 0%), trasporti, pubblicità e comunicazioni (12,1% contro 12,5% e 0%), l’informatica (3,0% contro 6,3% e 21,1%), assenti pubblica amministrazione (come nelle precedenti indagini) e istruzione e la ricerca (contro 0% e 10,5%), mentre il totale di altri servizi copre il 33,3% (contro il 6,3% e il 26,3%). Il guadagno mensile netto medio è 728 Euro (contro 860 Euro e 637 Euro degli anni precedenti) con un guadagno medio nettamente più elevato per il genere maschile (come per lo scorso anno).

I dati sull’utilizzo e la richiesta della laurea nell’attuale lavoro mostrano un aumento del numero di laureati che dichiara di aver notato un miglioramento nel proprio lavoro dovuto alla laurea e pari al 21,1% (contro il 20,0% e il 15,4%) ed è in ricrescita la percentuale dei laureati che dichiara un utilizzo delle competenze acquisite con la laurea pari al 63,6% (contro il 56,3% e il 73,7%) di cui in misura elevata il 21,2% (contro il 25,0% e il 21,1%) e ridotta il 42,4% (contro il 31,3% e il 52,6%). Infine, la formazione professionale acquisita all’università è ritenuta adeguata per il 63,6% (contro il 62,5% e il 68,4%).
La laurea si conferma comunque essere importante per l’attività lavorativa nella maggior parte dei casi. Diversamente dalle precedenti indagini la laurea è considerata richiesta per legge per il 6,1% (contro il 18,8% e il 5,3%), non necessaria per il 15,2% (contro lo 0% e il 15,8%) o ritenuta utile da solo il 45,5% (contro il 25,0% e il 52,6%).

Il 25,0% (contro il 31,3% e il 21,1%) dei laureati ritiene molto efficace la laurea nel lavoro svolto ed il 37,5% (contro il 12,5% e il 47,4%) la ritiene abbastanza efficace. In scala 1-10 il giudizio medio di soddisfazione per il lavoro svolto risale a 6,8 da 6,7 e da 7,5 e cala lievemente la percentuale degli occupati che cercano un lavoro (18,2% contro 18,8% e 31,6%). Tra i non occupati che cercano lavoro l’ultima ricerca risale a più di un mese prima per il 16,7% (contro il 50,0% e il 40,0%).

Si ritengono i dati complessivamente soddisfacenti considerando che, per poter esprimere un giudizio corretto è bene ricordare che visto il breve periodo trascorso dalla laurea in molti casi si tratta di lavori che erano già svolti prima della laurea e che in buona parte dei casi stiamo parlando di lavori effettuati part-time mentre si ha l’obiettivo principale di continuare gli studi. Di certo i dati nel loro complesso confermano che la laurea di primo livello di fatto solo raramente è considerata l’obiettivo finale del percorso di studi come dimostrato anche da un sondaggio specifico condotto dal Corso di Laurea negli ultimi anni ed il confronto con i dati di Corsi di Studio simili di altri Atenei.

 

Laureati di secondo livello (magistrali)

Si riporta la sintesi dei risultati della rilevazione di Almalaurea sui laureati magistrali del nostro Corso di Laurea Magistrale aggiornata all’indagine più recente che fa riferimento ai laureati dell’anno solare precedente (per una migliore confrontabilità della documentazione si riportano i dati relativi a uno specifico sottoinsieme dei laureati): Livello di soddisfazione dei laureandi (magistrali) e loro occupabilità.

L’esito dettagliato delle indagini degli ultimi tre anni è disponibile ai seguenti link:

Si riporta nel seguito l’analisi dei risultati della rilevazione su tutti gli intervistati dell’indagine 2019 di Almalaurea sulla condizione occupazionale dei laureati del 2018 ad un anno dalla laurea, comparati a quelli dei due anni precedenti.

Il campione dell’indagine 2019 è inferiore al precedente (60 intervistati su 94, contro 89 su 111 per l’indagine 2018 e contro 72 su 80 per l’indagine 2017), con una leggera maggioranza del genere maschile (54,3% contro 62,2% e 61,3% dei due anni precedenti).

1. Collettivo indagato

I dati mostrano un voto di laurea piuttosto elevato ed in crescita (110,4/110 contro 109,7/110 e 109,0/110) con una durata degli studi sostanzialmente in diminuzione (2,4 anni contro 2,7 e 2,7), per una età media alla laurea di 27,0 anni (contro 27,1 e 26,6).

2. Formazione post-laurea

In diminuzione il numero di laureati magistrali che ha seguito una formazione post-laurea (58,3% contr 68,5% e 69,4%).

3. Condizione occupazionale

Il numero dei laureati magistrali che lavorano ad un anno dalla laurea si mantiene decisamente elevato e in aumento rispetto in particolare allo scorso anno (90,0% contro 82,0% dell’anno precedente e 87,5% di due anni fa) ed il numero di chi non lavora ma cerca è limitato ed in diminuzione (5,0% contro 13,5% e 6,9%). Il genere maschile lavora poco più di quello femminile (93,8% contro 85,7%, con un maggiore scarto rispetto ai precedenti due anni: 83,1% contro 80,0%, e 88,6% contro 85,7%). Il tasso di occupazione secondo la definizione Istat si conferma a livelli eccellenti e in ripresa (93,3% contro 91,9% e 97,2% dei due anni precedenti).

4. Ingresso nel mercato del lavoro

Dei 54 occupati su 60 intervistati (contro i 73 occupati su 89 intervistati dello scorso anno e i 63 occupati su 72 intervistati di due anni fa), il 61,1% ha iniziato a lavorare dopo la laurea magistrale (contro il 68,5% e il 74,6% dei due precedenti anni), e il 18,5% (contro il 13,7% e il 12,7%) ha cambiato lavoro dopo il conseguimento della laurea magistrale. I laureati trovano molto rapidamente il primo lavoro: il tempo medio dalla laurea all’inizio della ricerca del primo lavoro è stato di 0,6 mesi (contro 0,4 e 0,5 mesi) mentre il tempo dall’inizio della ricerca al reperimento del primo lavoro è di 2,2 mesi (contro 2,7 e 1,7 mesi). In definitiva il tempo medio dalla laurea al reperimento del primo lavoro è di soli 3,0 mesi (contro 3,0 e 2,2 mesi).

5. Caratteristiche dell’attuale lavoro

È sostanzialmente stabile, rispetto allo scorso anno, la percentuale di attività lavorativa a tempo indeterminato e pari a 33,3% (contro 34,2% e 22,2% dei due anni precedenti). Tra le forme a tempo determinato spicca la percentuale dei contratti formativi pari al 35,2%, in risalita rispetto allo scorso anno (27,4% e 50,8%) e quella di tipo non-standard (15,9%, contro 35,6% e 23,8% dei due anni precedenti). Assente la diffusione del part-time (così come nei due anni precedenti). Il numero medio di ore settimanali di lavoro è pari a 43,0 (contro 42,5 e 45,3 dei due precedenti anni).

6.Caratteristiche dell’azienda

Si è azzerata la percentuale di lavoratori nel settore pubblico (contro l’1,4% e l’1,6% dei due anni precedenti di indagine) con quasi tutti impiegati nel settore privato (94,4%, contro 98,6% e 98,4% degli anni precedenti). Presente il campo del no profit con 5,6% (mentre era assente negli anni precedenti).
Il 72,2% degli occupati intervistati opera nel ramo Servizi (contro il 60,3% e il 61,9% dei due anni precedenti di indagine). In tale ramo il settore più rilevante (a differenza dei due anni precedenti) è quello dei “Trasporti, pubblicità, comunicazioni” (dal 7,9% al 8,2% e al 22,2% del corrente anno di indagine), seguito da quello delle “Consulenze varie” (dal 33,3% al 17,8% e al 18,5% del corrente anno di indagine), da quello della “Informatica” (dal 6,3% al 12,3% e al 13,0% del corrente anno di indagine), da quello del “Credito, assicurazioni” (dal 6,3% al 8,2% e al 9,3% del corrente anno di indagine) e da quello del “Commercio” (dal 4,8% al 6,8% e al 5,6% del corrente anno di indagine). Il 21,1% degli occupati intervistati opera invece nel ramo Industria (contro il 39,7% e il 34,9% dei due anni precedenti di indagine). Tra i settori di impiego di questo ramo, il più rilevante anche se in calo nel triennio è il settore “Chimica/Energia” (dal 15,9% al 16,4% e al 9,3% del corrente anno di indagine), seguito da “Metalmeccanica e meccanica di precisione” (dal 7,9% al 9,6% e al 7,4% del corrente anno di indagine); in calo il settore della “Altra industria manifatturiera” (dal 9,5% al 13,7% e al 5,6% del corrente anno di indagine). Come anticipato da tali dati, si conferma nel complesso la netta prevalenza dei settori dei Servizi su quelli dell’Industria (72,2% contro 21,1%) e in misura lievemente superiore rispetto alle precedenti due indagini (60,3% contro 39,7% per l’indagine 2018 e 61,9% contro 34,9% per l’indagine 2017).

7. Guadagno

Si mantiene elevato e in crescita il guadagno mensile netto medio (1506 Euro contro 1473 Euro e 1395 Euro dei due anni precedenti) con un guadagno medio leggermente più elevato per il genere femminile.

8. Utilizzo e richiesta della laurea nell’attuale lavoro

Elevata e pari al 72,7% (contro l’84,6% e il 50,0% dei due anni precedenti) la percentuale di coloro che hanno notato un miglioramento nel proprio lavoro dovuto alla laurea, principalmente nella posizione lavorativa (37,5%). Il 100,0% (contro il 95,9% e il 95,3%) dichiara di utilizzare le competenze acquisite con la laurea e il 50.0% (contro il 54,8% e il 27,0% dei precedenti due anni) in misura elevata. Il 96,3% (contro il 98,6% e il 93,6%) ritiene adeguata la formazione professionale acquisita con la laurea e il 75,9% (contro il 71,4% e il 57,1%) molto adeguata. Il 14,8% (contro il 15,1% e il 9,5%) dichiara che la laurea è richiesta per legge, mentre il 46,3% (contro il 50,7% e il 49,2%) la ritiene comunque necessaria e il 35,2% (contro il 31,5% e il 34,9%) almeno utile. Il 96,3% (contro il 97,2% e il 93,5%) ritiene utile per il lavoro svolto l’aver acquisito la laurea magistrale e in particolare il 57,4% (contro il 60,6% e il 32,8%) la ritiene molto efficace o comunque efficace e il 38,9% (contro il 36,6% e il 60,7%) abbastanza efficace.

9. Ricerca del lavoro

Tra i non occupati che cercano lavoro il 66,7% (contro il 75,0% e il 60,0%) aveva effettuato la ricerca più recente negli ultimi 15 giorni dal sondaggio, il 33,3% (contro l’8,3% e il 20,0%) più di un mese prima. Si registrano 3 non occupati (su 60 intervistati) che non cercano lavoro e tipicamente (66,7%) per motivo di studio.

10. Confronto con altri corsi di studio della Macroarea e dell’Ateneo

I dati dell’indagine 2019 (60 intervistati su 94 laureati) mostrano che il Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale presenta un’efficacia per entrare nel mondo del lavoro ad 1 anno dalla laurea decisamente superiore alla media dei Corsi di laurea magistrale di Ingegneria dello stesso ateneo (250 intervistati su 343 laureati). In particolare, nettamente migliore alla media la condizione occupazionale (90,0% di occupati contro 79,2%, mentre nei due anni di indagine precedente il confronto è stato 82,0% di occupati contro 77,4% per il 2018 e 87,5% occupati contro 75,5% per il 2017), il tasso di occupazione Istat – Forza di lavoro (93,3% contro 90,0%, mentre 91,0% contro 89,6% e 97,2% contro 92,4% nei due anni precedenti), allineata la percentuale di tipologia di lavoro a tempo indeterminato (33,3% contro 35,3%, mentre 34,2% contro 35,6% e 22,2% contro 34,6% nei due anni precedenti) e in linea il guadagno (1506 Euro contro 1482, mentre 1473 Euro contro 1494 e 1395 Euro contro 1393 Euro negli anni precedenti).

11. Occupabilità a tre anni dalla laurea

Concludiamo l’analisi riportando i principali dati sull’occupabilità a tre anni dalla laurea, sulla base dei dati della relativa indagine 2019 di AlmaLaurea (62 intervistati su 80 laureati), confrontati con quelli delle indagini 2018 (71 intervistati su 98 laureati) e 2017 (39 intervistati su 48 laureati). In particolare, il 93,5% degli intervistati risulta occupato a tre anni dalla laurea (contro il 93% e il 100% delle indagini precedenti): al 93,5% si somma tuttavia il 3,2% di intervistati che non lavora e non cerca lavoro perché impegnato in un corso universitario/praticantato. Il tasso di occupazione Istat – Forza di lavoro è pari al 98,4% (contro 97,2% e 100% delle indagini precedenti); la percentuale di tipologia di lavoro a tempo indeterminato è pari al 84,5% (contro il 72,7% e il 92,3% delle indagini precedenti); il principale ramo di attività è quello dei Servizi con il 65,5% (contro il 69,7% e il 69,2%); la sede di lavoro è per lo più nel centro Italia e pari a 63,8% (contro 77,3% e 84,6%) e non trascurabile la quota di chi lavora all’estero pari al 6,9%; la retribuzione media è di 1664 Euro (contro 1607 Euro e 1662 Euro delle indagini precedenti), con gli uomini che percepiscono mediamente 256 Euro in più rispetto alle donne.

In definitiva i dati occupazionali si ritengono molto positivi con un lieve miglioramento del contesto lavorativo almeno rispetto all’indagine precedente.

12. Tirocini ed esperienze di lavoro durante gli studi

Nel corso del quinquennio 2015-2019 sono stati realizzati 171 progetti di tirocinio nei quali sono stati coinvolti studenti del Corso di Laura Magistrale in Ingegneria Gestionale.
Considerando la consistenza numerica degli studenti regolarmente frequentanti il II anno di corso della laurea magistrale, si stima che il numero di tirocini in azienda copra tra il 20 e il 30% degli studenti. Dato lusinghiero se si considera che un certo numero di tirocini non transita direttamente per l’Ateneo e che vi sono anche tirocini curriculari che si svolgono internamente all’Ateneo.

Il dato è confermato dall’indagine Almalaurea sul profilo dei laureati del 2019, dal quale si evince che il 59,7% degli studenti hanno svolto tirocini formativi curriculari o lavoro riconosciuti dal corso di laurea magistrale (54% per il 2018, 56,1% per il 2107 e 45,6 per il 2016%) e che il 22,2% degli studenti ha svolto tirocini organizzati dal corso e svolti al di fuori dell’università (22,2% per il 2018, 29% per il 2017 e 17,7 per il 2016).
La durata tipica dei tirocini curriculari in azienda è di circa 5/6 mesi solari. I tirocinanti sono stati ospitati da oltre 70 organizzazioni, di natura prevalentemente privata, sia nel settore industriale sia in quello dei servizi, ed in particolare della consulenza.

Al termine di ciascun tirocinio l’azienda ospitante compila un documento di attestazione che contiene le informazioni relative alla durata, ai contenuti delle attività affidate allo studente e al contesto organizzativo in cui tali attività sono state svolte. Inoltre, l’attestazione contiene un giudizio sintetico sulle capacità dimostrate dal candidato nonché di apprezzamento del lavoro svolto.

Per quanto riguarda in particolare il periodo intercorso dall’ultima analisi (secondo semestre 2019 e primi tre trimestri del 2020) si è registrato un andamento abbastanza positivo. Il 2019 si è concluso con un numero di tirocini leggermente inferiore alla media degli ultimi anni ed il 2020 stava procedendo decisamente meglio fino all’inizio dell’emergenza Covid-19 che ha causato l’interruzione dei tirocini nel periodo marzo-maggio. I tirocini sono però ripresi inizialmente a distanza e ad oggi diversi tirocini in presenza sono già stati attivati. Nel corso dello stesso periodo sono inoltre stati avviati due tirocini interni presso il Laboratorio di Tecnologie e sistemi di lavorazione. Tutti i giudizi sintetici dei tirocini esterni e interni sono stati positivi

Dalla fine del 2015 è stato attivato un servizio di valutazione del raggiungimento dei risultati di apprendimento attesi attraverso la sottomissione di un questionario ai tutor aziendali al termine del tirocinio curriculare. Nel periodo settembre 2019 – settembre 2020 sono pervenuti 7 questionari compilati (il numero limitato è dovuto all’interruzione dei tirocini per emergenza Covid-2019 nel periodo marzo-maggio) che dimostrano la piena soddisfazione dei tutor (si veda rapporto e questionario in allegato). In particolare i valori medi della valutazione del grado di conoscenza e comprensione per i diversi ambiti di riferimento della figura professionale dell’ingegnere gestionale si attestano tra i valori medi di 3,8 e 5 su 5 e le capacità di applicarle si collocano tra 3,8 e 5 su 5. Per quanto riguarda le altre valutazioni il livello di autonomia di giudizio si attesta ad una media di 4,1/5, le abilità comunicative al 4,6/5 e le capacità di apprendimento al 4,5/5. Nel complesso le competenze dimostrate dagli studenti nell’ambito del tirocinio risultano allineate a quelle richieste dal mercato del lavoro per un neolaureato (valutazione 4,5/5).

13. Stage post-lauream

Nel corso dell’ultimo quadriennio sono stati organizzati dall’ateneo 54 stage post-laurea nei quali sono stati coinvolti studenti del Corso di Laura Magistrale in Ingegneria Gestionale. Considerando la consistenza numerica dei laureati magistrali in ingegneria gestionale, si stima che il numero di stage in azienda attraverso l’Università abbia coperto intorno almeno il 10% dei laureati.

Gli stage avvengono generalmente nel settore privato, sia nel settore industriale sia in quello dei servizi con particolare rilevanza per la consulenza.

Al termine di ciascuno stage l’azienda ospitante compila un documento di attestazione che contiene le informazioni relative alla durata, ai contenuti delle attività affidate allo stagista, al contesto organizzativo in cui tali attività sono state svolte e alle conoscenze e competenze maturate dal neolaureato. Inoltre, l’attestazione contiene un giudizio sintetico sulle capacità dimostrate dal candidato nonché di apprezzamento del lavoro svolto. La valutazione dell’operato dei candidati è stata sempre positiva.