Occupabilità Laureati

A tre anni dal conseguimento della Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale a Tor Vergata solo l’1,4% è in cerca di occupazione. Il tasso di occupazione (def. Istat) è del 97,2%. [fonte statistiche: Almalaurea, indagine 2018]

Si riportano di seguito gli esiti delle indagini degli ultimi tre anni sui dati di occupabilità a tre anni dalla laurea magistrale:

Nel seguito è riportato il dettaglio dell’analisi dei dati di occupabilità ad un anno dalla laurea dei:

La condizione occupazionale dei laureati è monitorata attraverso i dati dello studio Almalaurea che può essere consultato nella sua versione completa su: http://www2.almalaurea.it/cgi-php/universita/statistiche/tendine.php?config=occupazione.

 

Laureati di primo livello (triennali)

I laureati di primo livello in Ingegneria Gestionale, secondo una tendenza verificata a livello nazionale, per oltre il 94% prosegue il percorso di studi iscrivendosi alla Laurea Magistrale. Di conseguenza i dati di occupabilità dei laureati di primo livello risultano limitatamente significativi.

Si riporta la sintesi dei risultati della rilevazione di Almalaurea sui laureati triennali del nostro Corso di Laurea aggiornata all’indagine più recente che fa riferimento ai laureati dell’anno solare precedente (per una migliore confrontabilità della documentazione si riportano i dati relativi a uno specifico sottoinsieme dei laureati): Livello di soddisfazione dei laureandi (triennali) e loro occupabilità.

L’esito dettagliato delle indagini degli ultimi tre anni è disponibile ai seguenti link:

Si riporta nel seguito l’analisi dei risultati della rilevazione su tutti gli intervistati dell’indagine 2018 di Almalaurea sulla condizione occupazionale dei laureati del 2017 ad un anno dalla laurea, comparati a quelli dei due anni precedenti.

La numerosità dei laureati e degli intervistati è in leggero calo rispetto ai due precedenti anni: nell’indagine 2018 si registrano 79 intervistati su 94 laureati (contro 97 su 107, per l’anno di indagine 2017, e 91 su 105 per il 2016), con il campione più omogeneo rispetto all’anno precedente anche se ancora leggermente spostato sul genere maschile: 57,4% contro 42,6% (62,6% contro 37,4% nel 2017, e 52,4% contro 47,6% nel 2016).

In aumento, rispetto alla precedente indagine, la tendenza a proseguire gli studi da parte dei laureati pari a 92,4% (contro il l’88,6% e il 91,2% degli anni precedenti).
Il motivo principale per il quale si proseguono gli studi si conferma la volontà di migliorare le possibilità di trovare lavoro (46,6%, contro 46,5% e 44,6% dei due anni precedenti), mentre una parte significativa dei laureati la ritiene utile per migliorare la propria formazione culturale (35,6%, contro 24,4% e 32,5%) e necessaria per trovare lavoro (12,3%, contro 12,8% e 10,8%). Il percorso scelto si conferma essere ritenuto di gran lunga il proseguimento naturale del corso di laurea di primo livello (94,5%, contro 87,2% e 96,4%). Dai dati Almalaurea relativi al profilo dei laureati emerge che un’ampia maggioranza dei laureati di primo livello, pari all’84,9%, ha scelto di proseguire gli studi nello stesso Ateneo (contro l’83,5% del 2017 e l’85,5% del 2016). Dalla rilevazione corrente di Almalaurea sulla condizione occupazionale non si hanno a disposizione i dati relativi alla tipologia di prosecuzione degli studi universitari. In base ai dati delle rilevazioni precedenti la percentuale dei laureati che prosegue nello stesso gruppo disciplinare è stata pari all’80% (2017) e 84,3% (2016) nello stesso Ateneo e pari al 14,0% (2017) e 12,1% (2016) in altro Ateneo. La soddisfazione media per gli studi magistrali intrapresi è pari a 8,4 (in una scala da 1 a 10) contro 7,9 e 8,0 degli anni precedenti.

Tra i laureati che non hanno proseguito gli studi alla magistrale (pari al 7,6% degli intervistati) il 50,0% dichiara di lavorare e il 32,8% è alla ricerca di un lavoro. Anche una parte significativa degli iscritti alla magistrale lavorano (16,5% contro il 14,4% e il 12,1% dei due precedenti anni di indagine). Complessivamente il 20,3% degli intervistati lavora (contro il 19,6% e il 16,5% degli ultimi due anni) e il 7,6% non lavora ma cerca (contro il 20,6% e l’8,8% degli anni precedenti), mentre il 70,9% (contro il 56,7% e il 72,5%) non lavora e non cerca ma è impegnata in un corso universitario/praticantato. I dati occupazionali sono in ripresa: il tasso di occupazione (def. Istat – Forze di lavoro) è pari a 26,6% (contro  25,8% e 18,7% degli anni precedenti). Va comunque considerato che l’analogo dato relativo ai laureati magistrali in ingegneria gestionale del nostro Ateneo è oltre tre volte superiore e pari a 91,0% confermando la percezione anche da parte del mercato del lavoro che l’ingegnere gestionale è tipicamente un laureato magistrale.

Tra gli occupati, si mantiene sostanzialmente stabile e al 62,5% (contro il 68,4% e il 53,3% degli anni di indagine precedenti) la percentuale dei laureati che proseguono il lavoro iniziato prima della laurea, il 6,3% ha cambiato lavoro dopo la laurea (contro il 5,3% e il 13,3% degli anni precedenti), mentre leggermente in ripresa e pari al 31,3% (contro il 26,3% e il 33,3%) la percentuale di coloro che hanno iniziato a lavorare dopo la laurea.

Il tipo di attività lavorativa è lavoro a tempo indeterminato nel 18,8% (contro il il 21,1% e il 20,0%) dei casi e il 56,3% (contro il 63,2% e il 53,3%) è part-time; lo 0% (contro lo 0% e il 6,7%) lavora nel settore pubblico mentre il 93,8% (contro l’89,5% e il 93,3%) nel settore privato e il 6,3% nel no profit (contro il 10,5% e lo 0%). I settori di impiego più rilevanti sono nei servizi (in totale 81,3% contro 89,5% e 80,0%) ed in particolare il commercio (31,3% contro 15,8% e 20,0%), consulenze varie (12,5% contro 10,5%), altri servizi alle imprese (12,5% contro 5,3% e 0%), trasporti, pubblicità e comunicazioni (12,5% contro 0% e 13,3%), l’informatica (6,3% contro 21,1% e 13,3%), assenti pubblica amministrazione (contro 6,7% e 4,8%) e istruzione e la ricerca (contro 10,5% e 0%), mentre il totale di altri servizi copre il 6,3% (contro il 26,3% e il 20,0%). Il guadagno mensile netto medio è 860 Euro (contro 637 Euro e  822 Euro degli anni precedenti) con un guadagno medio nettamente più elevato per il genere maschile (invertendo la tendenza rispetto allo scorso anno).

I dati sull’utilizzo e la richiesta della laurea nell’attuale lavoro mostrano un modesto riaumento del numero di laureati che dichiara di aver notato un miglioramento nel proprio lavoro dovuto alla laurea e pari al 20,0% (contro il 15,4% e il 25,0%), tuttavia è in diminuzione la percentuale dei laureati che dichiara un utilizzo delle competenze acquisite con la laurea pari al 56,3% (contro il 73,7% e il 73,3%) di cui in misura elevata il 25,0% (contro il 21,1% e il 20,0%) e ridotta il 31,3% (contro il 52,6% e il 53,3%). Infine la formazione professionale acquisita all’università è ritenuta adeguata per il 62,5% (contro il 68,4% e il 60,0%).

La laurea si conferma comunque essere importante per l’attività lavorativa nella maggior parte dei casi. Diversamente dalle precedenti indagini la laurea è considerata richiesta per legge per il 18,8% (contro il 5,3% e il 6,7%), non necessaria (contro il 15,8% e 13,3%) o ritenuta utile da solo il 25,0% (contro 52,6% e 53,3%).

Il 31,3% (contro il 21,1% e il 26,7%) dei laureati ritiene molto efficace la laurea nel lavoro svolto ed il 12,5% (contro il 47,4% e il 46,7%) la ritiene abbastanza efficace. In scala 1-10 il giudizio medio di soddisfazione per il lavoro svolto scende a 6,7 da 7,5 e da 5,9 e cala la percentuale degli occupati che cercano un lavoro (18,8% contro 31,6% e 40,0%). Tra i non occupati che cercano lavoro l’ultima ricerca risale a più di un mese prima per il 50,0% (contro il 40,0% e il 25,0%).

Si ritengono i dati complessivamente soddisfacenti considerando che, per poter esprimere un giudizio corretto è bene ricordare che visto il breve periodo trascorso dalla laurea in molti casi si tratta di lavori che erano già svolti prima della laurea e che in buona parte dei casi stiamo parlando di lavori effettuati part-time mentre si ha l’obiettivo principale di continuare gli studi. Di certo i dati nel loro complesso confermano che la laurea di primo livello di fatto solo raramente è considerata l’obiettivo finale del percorso di studi come dimostrato anche da un sondaggio specifico condotto dal Corso di Laurea negli ultimi anni ed il confronto con i dati di Corsi di Studio simili di altri Atenei.

 

Laureati di secondo livello (magistrali)

Si riporta la sintesi dei risultati della rilevazione di Almalaurea sui laureati magistrali del nostro Corso di Laurea Magistrale aggiornata all’indagine più recente che fa riferimento ai laureati dell’anno solare precedente (per una migliore confrontabilità della documentazione si riportano i dati relativi a uno specifico sottoinsieme dei laureati): Livello di soddisfazione dei laureandi (magistrali) e loro occupabilità.

L’esito dettagliato delle indagini degli ultimi tre anni è disponibile ai seguenti link:

Si riporta nel seguito l’analisi dei risultati della rilevazione su tutti gli intervistati dell’indagine 2018 di Almalaurea sulla condizione occupazionale dei laureati del 2017 ad un anno dalla laurea, comparati a quelli dei due anni precedenti.

Il campione dell’indagine 2018 è superiore al precedente (89 intervistati su 111, contro 72 su 80 per l’indagine 2017 e contro 80 su 98 per l’indagine 2016), con una maggioranza del genere maschile (62,2% contro 61,3% e 49,0% dei due anni precedenti).

1. Collettivo indagato

I dati mostrano un voto di laurea piuttosto elevato ed in crescita (109,7/110 contro 109,0 e 108,9) con una durata degli studi sostanzialmente stabile nel triennio (2,7 anni contro 2,7 e 2,8), per una età media alla laurea di 27,1 anni (contro 26,6 e 26,8).

2. Formazione post-laurea

Sostanzialmente stabile ed elevato il numero di laureati magistrali che ha seguito una formazione post-laurea (68,5% contro 69,4% e 70,0%).

3. Condizione occupazionale

Il numero dei laureati magistrali che lavorano ad un anno dalla laurea si mantiene decisamente elevato anche se in leggera flessione rispetto allo scorso anno (82,0% contro 87,5% dell’anno precedente e 83,8% di due anni fa) ed il numero di chi non lavora ma cerca è limitato ma in aumento (13,5% contro 6,9% e 11,3%). Il genere maschile lavora poco più di quello femminile (83,1% contro 80,0%, con un maggiore scarto rispetto allo scorso anno: 88,6% contro 85,7%, e a differenza della rilevazione di due anni fa: 82,1% contro 85,4%). Il tasso di occupazione secondo la definizione Istat si conferma a livelli eccellenti anche se in leggero calo (91,9% contro 97,2% e 91,3% dei due anni precedenti).

4. Ingresso nel mercato del lavoro

Dei 73 occupati su 89 intervistati (contro i 63 occupati su 72 intervistati dello scorso anno e i 67 occupati su 80 intervistati di due anni fa), il 68,5% ha iniziato a lavorare dopo la laurea magistrale (contro il 74,6% e il 70,1% dei due precedenti anni), e il 13,7% (contro il 12,7% e il 17,9%) ha cambiato lavoro dopo il conseguimento della laurea magistrale. I laureati trovano molto rapidamente il primo lavoro: il tempo medio dalla laurea all’inizio della ricerca del primo lavoro è stato di 0,4 mesi (contro 0,5 e 0,5 mesi) mentre il tempo dall’inizio della ricerca al reperimento del primo lavoro è di 2,7 mesi (contro 1,7 e 1,8 mesi). In definitiva il tempo medio dalla laurea al reperimento del primo lavoro è di soli 3,0 mesi (contro 2,2 e 2,5 mesi).

5. Caratteristiche dell’attuale lavoro

E’ in aumento, rispetto allo scorso anno, la percentuale di attività lavorativa a tempo indeterminato e pari a 34,2% (contro 22,2% e 50,7% dei due anni precedenti). Tra le forme a tempo determinato spicca la percentuale dei contratti formativi pari al 27,4%, in diminuzione rispetto allo scorso anno (50,8% e 26,9%) e quella di tipo non-standard (35,6%). Assente la diffusione del part-time (così come nei due anni precedenti). Il numero medio di ore settimanali di lavoro è di 42,5 (contro 45,3 e 42,7 dei due precedenti anni).

6.Caratteristiche dell’azienda

Si conferma bassa la percentuale di lavoratori nel settore pubblico pari a 1,4% (contro l’1,6% e il 4,5% dei due anni precedenti di indagine) con quasi tutti impiegati nel settore privato (98,6% contro 98,4% e 94,0% degli anni precedenti). Assente il campo del no profit (contro 0,0% e 1,4% per gli anni precedenti).
Tra i settori di impiego più rilevanti ma in calo Consulenze varie (dal 35,8% al 33,3% al 17,8% del corrente anno di indagine); in calo nel triennio anche Trasporti, pubblicità, comunicazioni (dal 9,0% al 7,9% all’8,2%) e in aumento il Commercio (dal 3,0% al 4,8% al 6,8%); in crescita nel triennio l’Industria Chimica/Energia (dal 10,4% al 15,9% al 16,4%) mentre più o meno stabile la Metalmeccanica e meccanica di precisione (dal 10,4% al 7,9% al 9,6%). In crescita i settori dell’Altra industria manifatturiera (dal 6,0% al 9,5% al 13,7%) e dell’Informatica (dal 9,0% al 6,3% al 12,3%).
Si conferma nel complesso la prevalenza del settore dei Servizi su quello dell’Industria (60,3% contro 39,7%) anche se in misura lievemente inferiore rispetto alle precedenti due indagini (61,9% contro 34,9% per l’indagine 2017 e 70,1% contro 26,9% per l’indagine 2016).

7. Guadagno

Si mantiene elevato e in crescita il guadagno mensile netto medio (1473 Euro contro 1395 Euro e 1434 Euro dei due anni precedenti) con un guadagno medio leggermente più elevato per il genere femminile.

8. Utilizzo e richiesta della laurea nell’attuale lavoro

In netto aumento e pari all’84,6% (contro il 50,0% e il 37,5% dei due anni precedenti) la percentuale di coloro che hanno notato un miglioramento nel proprio lavoro dovuto alla laurea, principalmente nelle mansioni svolte (45,5%). Il 95,9% (contro il 95,3% e il 94,0%) dichiara di utilizzare le competenze acquisite con la laurea e il 54,8% (contro il 27,0% e il 41,8% dei precedenti due anni) in misura elevata. Il 98,6% (contro il 93,6% e il 95,5%) ritiene adeguata la formazione professionale acquisita con la laurea e il 71,4% (contro il 57,1% e il 62,7) molto adeguata. Il 15,1% (contro il 9,5% e il 4,5%) dichiara che la laurea è richiesta per legge, mentre il 50,7% (contro il 49,2% e il 61,2%) la ritiene comunque necessaria e il 31,5% (contro il 34,9% e il 32,8%) almeno utile. Il 97,2% (contro il 93,5% e l’96,9%) ritiene utile per il lavoro svolto l’aver acquisito la laurea magistrale e in particolare il 60,6% (contro il 32,8% e il 45,3%) la ritiene molto efficace o comunque efficace e il 36,6% (contro il 60,7% e il 51,6%) abbastanza efficace.

9. Ricerca del lavoro

Tra i non occupati che cercano lavoro il 75,0% (contro il 60,0% e il 55,6%) aveva effettuato la ricerca più recente negli ultimi 15 giorni dal sondaggio, l’8,3% (contro il 20,0% e il 33,3%) più di un mese prima. Si registrano 4 non occupati che non cercano lavoro e tutti per motivo di studio.

10. Confronto con altri corsi di studio della Macroarea e dell’Ateneo

I dati dell’indagine 2018 mostrano che il Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale presenta un’efficacia per entrare nel mondo del lavoro ad 1 anno dalla Laurea decisamente superiore alla media dei Corsi di laurea magistrale di Ingegneria dello stesso ateneo (279 intervistati su 340 laureati). In particolare nettamente migliore alla media la condizione occupazionale (82,0% di occupati contro 77,4%, mentre nei due anni di indagine precedente il confronto è stato 87,5% occupati contro 75,5% per il 2017 e 83,8% occupati contro 76,9% per il 2016), il tasso di occupazione Istat – Forza di lavoro (91,0% contro 89,6%, mentre 97,2% contro 92,4% e 91,3% contro 89,9% nei due anni precedenti), allineata la percentuale di tipologia di lavoro a tempo indeterminato (34,2% contro 35,6%, mentre 22,2% contro 34,6% e 50,7% contro 55,3% nei due anni precedenti) e in linea il guadagno (1448 Euro contro 1594, mentre 1395 Euro contro 1387 Euro e 1434 Euro contro 1463 Euro negli anni precedenti).

11. Occupabilità a tre anni dalla laurea

Concludiamo l’analisi riportando i principali dati sull’occupabilità a tre anni dalla laurea, sulla base dei dati della relativa indagine 2018 di AlmaLaurea (71 intervistati su 98 laureati) confrontati con quelli delle indagini 2017 (39 intervistati su 48 laureati) e 2016 (77 intervistati su 91 laureati). In particolare il 93% degli intervistati risulta occupato a tre anni dalla laurea (contro il 100% e il 98,8% delle indagini precedenti): al 93,0% si somma tuttavia il 2,8% di intervistati che non lavora e non cerca lavoro perché impegnata in un corso universitario/praticantato. Il tasso di occupazione Istat – Forza di lavoro è pari al 97,2% (contro  100% e 98,8% delle indagini precedenti); la percentuale di tipologia di lavoro a tempo indeterminato è pari al 72,7% (contro il 92,3% e il 77,6% delle indagini precedenti); il principale ramo di attività è quello dei Servizi con il 69,7% (contro il 69,2% e il 71,1%); la sede di lavoro è per lo più nel centro Italia e pari a 77,3% (contro 84,6% e 88,2%); la retribuzione media è di 1607 Euro (contro 1662 Euro e 1565 Euro delle indagini precedenti), con gli uomini che percepiscono mediamente 170 Euro in più rispetto alle donne.

In definitiva i dati occupazionali si ritengono molto positivi nonostante una leggero peggioramento del contesto lavorativo rispetto all’indagine precedente.

12. Tirocini ed esperienze di lavoro durante gli studi

Nel corso del quinquennio 2014-2018 sono stati realizzati 170 progetti di tirocinio nei quali sono stati coinvolti studenti del Corso di Laura Magistrale in Ingegneria Gestionale. Considerando la consistenza numerica degli studenti regolarmente frequentanti il II anno di corso della laurea magistrale, si stima che il numero di tirocini in azienda copra tra il 20 e il 30% degli studenti. Dato lusinghiero se si considera che un certo numero di tirocini non transita direttamente per l’Ateneo e che vi sono anche tirocini curriculari che si svolgono internamente all’Ateneo. Il dato è confermato dall’indagine Almalaurea sul profilo dei laureati del 2018, dal quale si evince che il 54% degli studenti hanno svolto tirocini/stage o lavoro riconosciuti dal corso di laurea magistrale (56,1% per il 2107 e 45,6 per il 2016%) e che il 22,2% degli studenti ha svolto tirocini organizzati dal corso e svolti al di fuori dell’università (29% per il 2017 e 17,7 per il 2016). La durata tipica dei tirocini curriculari in azienda è di circa 5/6 mesi solari. I tirocinanti sono stati ospitati da oltre 70 organizzazioni, di natura prevalentemente privata, sia nel settore industriale sia in quello dei servizi, ed in particolare della consulenza.

Al termine di ciascun tirocinio l’azienda ospitante compila un documento di attestazione che contiene le informazioni relative alla durata, ai contenuti delle attività affidate allo studente e al contesto organizzativo in cui tali attività sono state svolte. Inoltre, l’attestazione contiene un giudizio sintetico sulle capacità dimostrate dal candidato nonché di apprezzamento del lavoro svolto.

Per quanto riguarda in particolare il periodo intercorso dall’ultima analisi (ultimo trimestre dell’anno 2018 e primi due trimestri del 2019) si è registrato un andamento abbastanza positivo. Il 2018 si è concluso con il numero maggiore di tirocini degli ultimi 5 anni ed il 2019 procede con un andamento al di sotto dell’anno precedente ma in linea con gli anni precedenti. Nel corso del 2018 sono inoltre stati avviati due tirocini interni presso il Laboratorio di Tecnologie e sistemi di lavorazione. Tutti i giudizi sintetici dei tirocini esterni e interni sono stati positivi.

Dalla fine del 2015 è stato attivato un servizio di valutazione del raggiungimento dei risultati di apprendimento attesi attraverso la sottomissione di un questionario ai tutor aziendali al termine del tirocinio curriculare. Nel periodo settembre 2018 – settembre 2019 sono pervenuti 18 questionari compilati che dimostrano la piena soddisfazione dei tutor aziendali. In particolare i valori medi della valutazione del grado di conoscenza e comprensione per i diversi ambiti di riferimento della figura professionale dell’ingegnere gestionale si attestano tra i valori medi di 4,3 e 4,4 su 5 mentre le capacità di applicarle si collocano tra 4,3 e 4,5 su 5. Per quanto riguarda le altre valutazioni il livello di autonomia di giudizio si attesta ad una media di 4,3/5, le abilità comunicative al 4,3/5 e le capacità di apprendimento al 4,5/5. Nel complesso le competenze dimostrate dagli studenti nell’ambito del tirocinio risultano allineate a quelle richieste dal mercato del lavoro per un neolaureato (valutazione 4,5/5).

13. Stage post-lauream

Nel corso dell’ultimo quadriennio sono stati organizzati dall’ateneo 45 stage post-laurea nei quali sono stati coinvolti studenti del Corso di Laura Magistrale in Ingegneria Gestionale. Considerando la consistenza numerica dei laureati magistrali in ingegneria gestionale, si stima che il numero di stage in azienda attraverso l’Università abbia coperto intorno almeno il 10% dei laureati.

Gli stage avvengono generalmente nel settore privato, sia nel settore industriale sia in quello dei servizi con particolare rilevanza per la consulenza.

Al termine di ciascuno stage l’azienda ospitante compila un documento di attestazione che contiene le informazioni relative alla durata, ai contenuti delle attività affidate allo stagista, al contesto organizzativo in cui tali attività sono state svolte e alle conoscenze e competenze maturate dal neolaureato. Inoltre, l’attestazione contiene un giudizio sintetico sulle capacità dimostrate dallo stagista nonché di apprezzamento del lavoro svolto. La valutazione dell’operato dello stagista è stata sempre positiva.