Occupabilità Laureati

A tre anni dal conseguimento della Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale a Tor Vergata il 96,8% dei laureati lavora e solo il 1,6% non lavora e cerca un’occupazione. Il tasso di occupazione (def. Istat) è del 96,8% mentre quello di disoccupazione (def. Istat) è del 1,6%. [fonte statistiche: Almalaurea, indagine 2015]

 

Nel seguito è riportato il dettaglio dell’analisi dei dati di occupabilità ad un anno dalla laurea dei:

La condizione occupazionale dei laureati è monitorata attraverso i dati dello studio Almalaurea che può essere consultato nella sua versione completa su: http://www2.almalaurea.it/cgi-php/universita/statistiche/tendine.php?config=occupazione.

 

Laureati di primo livello (triennali)

I laureati di primo livello in Ingegneria Gestionale, secondo una tendenza verificata a livello nazionale, per oltre il 94% prosegue il percorso di studi iscrivendosi alla Laurea Magistrale. Di conseguenza i dati di occupabilità dei laureati di primo livello risultano limitatamente significativi.

Si riporta la sintesi dei risultati della rilevazione di Almalaurea sui laureati triennali del nostro Corso di Laurea aggiornata all’indagine più recente che fa riferimento ai laureati dell’anno solare precedente (per una migliore confrontabilità della documentazione si riportano i dati relativi a uno specifico sottoinsieme dei laureati): Livello di soddisfazione dei laureandi (triennali) e loro occupabilità.

Si riporta nel seguito l’analisi dei risultati della rilevazione su tutti gli intervistati dell’indagine 2015 di Almalaurea sulla condizione occupazionale dei laureati nel 2014 ad un anno dalla laurea, comparati a quelli dell’anno(i) precedente(i). L’esito dettagliato dell’indagine più recente è disponibile sul sito: http://www2.almalaurea.it/cgi-php/universita/statistiche/framescheda.php?anno=2015&corstipo=L&ateneo=70027&facolta=614&gruppo=tutti&pa=70027&classe=10010&postcorso=0580206200900001&isstella=0&annolau=1&disaggregazione=&LANG=it&CONFIG=occupazione.

Il campione è sostanzialmente più numeroso rispetto a quello dell’indagine precedente (numero di laureati 103 contro 62 e numero di intervistati 96 contro 55) anche se il campione più recente è spostato sul genere maschile (59,2% contro 40,8%) al contrario di quello precedente (53,2% contro 46,8%).

I dati mostrano una lieve flessione del voto medio di laurea (102,3, contro 102,8 del’indagine del 2014 e 104,3 del’indagine del 2013) ed una durata media degli studi sostanzialmente costante e pari a 4,5 anni (contro 4,5 dell’indagine 2014 e 4,3 dell’indagine 2013). Si ritiene che tali dati confermino che l’effetto del transitorio dovuto al cambio di ordinamento si sia ormai esaurito.

Leggermente in calo la tendenza a proseguire gli studi da parte della quasi totalità degli studenti (l’88,5% è attualmente iscritto ad un corso di laurea magistrale, conto il 94,5% e il 92,2% degli anni precedenti).

Il motivo principale per il quale si proseguono gli studi si conferma la volontà di migliorare le possibilità di trovare lavoro (40% contro 47,2% dell’anno precedente), mentre una parte significativa dei laureati la ritiene utile per migliorare le possibilità di lavoro (46,5%) e necessaria per trovare lavoro (22,1% contro 28,3%). Il percorso scelto si conferma essere ritenuto di gran lunga il proseguimento naturale del corso di laurea di primo livello (90,7% contro 92,5% dell’anno precedente) ed è effettuato per la stragrande maggioranza nello stesso Ateneo e per lo stesso gruppo disciplinare (81,2% contro 94,8% dell’anno precedente), con una soddisfazione media per gli studi magistrali intrapresi pari a 8,4 (in una scala da 1 a 10).

Degli 11 laureati che non hanno proseguito gli studi 6 hanno dichiarato di lavorare e 5 sono alla ricerca di un lavoro e anche una parte significativa degli iscritti alla magistrale lavorano (15,6% del totale della popolazione rispetto al 27,3% dello scorso anno). Complessivamente il 21,9% della popolazione lavora (contro il 29% e il 23% degli ultimi due anni) e il 13,5% non lavora ma cerca (contro il 9% e il 15,9% degli anni precedenti). I dati occupazionali sono in diminuzione: il tasso di occupazione (def. Istat – Forze di lavoro) è pari a 25 (contro 32,7 dell’anno precedente). Va comunque considerato che l’analogo dato relativo ai laureati magistrali è quasi tre volte superiore e pari a 95,1 confermando la percezione anche da parte del mercato del lavoro che l’ingegnere gestionale è tipicamente un laureato magistrale.

Dei 21 occupati, sale al 66,7% la percentuale dei laureati che proseguono il lavoro iniziato prima della laurea (in leggera crescita rispetto al 62,5% dell’anno precedente), il 4,8% ha cambiato lavoro dopo la laurea (contro il 6,3% dello scorso anno) mentre leggermente in decrescita e pari al 28,6% (contro il 31,3%) la percentuale di coloro che hanno iniziato a lavorare dopo la laurea.

Il tipo di attività lavorativa è lavoro a tempo indeterminato nel 28,6% (contro il 6,3%) dei casi e il 76,2% (contro il 62,5%) è part-time, il 4,8% (contro il 6,3%) lavora nel settore pubblico mentre il 95,2% (contro l’87,5%) nel settore privato e nessuno nel no profit (contro il 6,3%). I settori di impiego più rilevanti sono nei servizi (in totale 95,2% contro 93,8%) ed in particolare il commercio (23,8% contro 6,3%), l’Istruzione e la ricerca (14,3% contro 12,5%), l’informatica (9,5% contro 6,3%), trasporti, pubblicità e comunicazioni (4,8% contro 6,3%), altri servizi alle imprese (4,8%), pubblica amministrazione (4,8%) e in generale altri servizi (28,6% contro 43,8%). Il guadagno mensile netto medio sale a 674€ (dai 594€ dell’anno precedente) con un guadagno medio più elevato per il sesso femminile (invertendo la tendenza rispetto allo scorso anno).

I dati sull’utilizzo e la richiesta della laurea nell’attuale lavoro sono in progressivo miglioramento: sale dal 30% al 35,7% il numero di laureati che dichiara di aver notato un miglioramento nel proprio lavoro dovuto alla laurea, il 61,9% (contro il 50%) dei laureati dichiara un utilizzo delle competenze acquisite con la laurea (in misura elevata 38,1% contro 25% e ridotta il 23,8% contro 25%). La formazione professionale aquisita all’università è ritenuta adeguata per il 61,9% dei laureati dichiara un utilizzo delle competenze acquisite con la laurea (in misura elevata 38,1% e ridotta il 23,8%).

La laurea si conferma essere importante per l’attività lavorativa nella maggior parte dei casi. In particolare pur essendo raramente richiesta per legge (4,8% contro 0% dell’anno precedente), è necessaria (14,3% contro 18,8%) o quantomeno è ritenuta utile (38,1% contro 37,5%).

Il 38,1% (contro il 25%) dei laureati ritiene molto efficace/efficace la laurea nel lavoro svolto ed il 19% (contro il 18,8%) la ritiene abbastanza efficace. In scala 1-10 il giudizio medio di soddisfazione per il lavoro svolto scende leggermente a 6,6 da 7,3, mentre cresce la percentuale degli occupati che cercano un lavoro (38,1% contro 12,5%). Tra i non occupati che cercano lavoro il 23,1% (contro l’80% dello scorso anno) è ancora alla ricerca mentre per il 76,9% (contro il 20%) l’ultima ricerca risale a più di un mese prima.

Si ritengono i dati complessivamente positivi considerando che, per poter esprimere un giudizio corretto è bene ricordare che visto il breve periodo trascorso dalla laurea in molti casi si tratta di lavori che erano già svolti prima della laurea e che in buona parte dei casi stiamo parlando di lavori effettuati part-time mentre si ha l’obiettivo principale di continuare gli studi. Di certo i dati nel loro complesso confermano che la laurea di primo livello di fatto solo raramente è considerata l’obiettivo finale del percorso di studi come dimostrato anche da un sondaggio specifico condotto dal Corso di Laurea negli ultimi 3 anni ed il confronto con i dati di Corsi di Studio simili di altri Atenei.

 

Laureati di secondo livello (magistrali)

Si riporta la sintesi dei risultati della rilevazione di Almalaurea sui laureati magistrali del nostro Corso di Laurea Magistrale aggiornata all’indagine più recente che fa riferimento ai laureati dell’anno solare precedente (per una migliore confrontabilità della documentazione si riportano i dati relativi a uno specifico sottoinsieme dei laureati): Livello di soddisfazione dei laureandi (magistrali) e loro occupabilità.

L’esito dettagliato dell’indagine è disponibile sul sito: http://www2.almalaurea.it/cgi-php/universita/statistiche/framescheda.php?anno=2015&corstipo=LS&ateneo=70027&facolta=614&gruppo=tutti&pa=70027&classe=11034&postcorso=0580207303200001&isstella=0&annolau=1&disaggregazione=&LANG=it&CONFIG=occupazione.

Il campione è inferiore in numero a quello del precedente anno (41 intervistati su 48 contro 75 su 91), con una maggioranza del genere maschile (82,9% contro 60% del precedente anno).

1. Collettivo indagato

I dati mostrano un voto di laurea piuttosto elevato anche se con una leggera crescita (108,2 contro 107,3) con una durata degli studi leggermente in decrescita, 2,8 anni contro 2,9 anni contro 2,7, per una età media alla laurea di 26,5 anni contro 26,6.

2. Formazione post-laurea

Leggermente in flessione il numero di laureati magistrali che ha seguito una formazione post-laurea (70,7% contro 77,3%), sostanzialmente per l’assestamento del numero di stage aziendali (sceso al 63,4% dal 69,3%)

3. Condizione occupazionale

l numero dei laureati magistrali che lavorano ad un anno dalla laurea conferma la tendenza al miglioramento rispetto agli anni scorsi (92,7% contro 82,7% dell’anno precedente e 82,8% di due anni fa) ed il numero di chi non lavora ma cerca è limitato (7,3% contro 13,3% e 14,1%). Il genere femminile lavora quasi quanto quello maschile (90,9% contro 93,3%). Il tasso di occupazione secondo la definizione Istat si conferma a livelli eccellenti (95,1 contro 93,3 dell’anno precedente e 92,2 di due anni prima).

4. Ingresso nel mercato del lavoro

Dei 38 occupati (su 41 intervistati), circa il 57,9% ha iniziato a lavorare dopo la laurea magistrale (contro il 60% dello scorso anno), e il 21,1%% (contro il 17,7%) ha cambiato lavoro dopo il conseguimento della laurea magistrale. I laureati trovano molto rapidamente il primo lavoro: il tempo medio dalla laurea all’inizio della ricerca del primo lavoro è stato di 0,6 mesi (stesso valore dello scorso anno) mentre il tempo dall’inizio della ricerca al reperimento del primo lavoro è di 2,7 mesi (contro 2,6). In definitiva il tempo medio dalla laurea al reperimento del primo lavoro è di soli 3,4 mesi (contro 3,5).

5. Caratteristiche dell’attuale lavoro

E’ stabile la percentuale di attività lavorativa a tempo indeterminato che tocca un lusinghiero 36,8% (contro il 37,1% dell’anno precedente e il 24,5% di due anni prima). Tra le forme part-time spicca la percentuale dei contratti formativi pari al 26,3% anche se in calo rispetto all’anno precedente (33,9%). In diminuzione e molto contenuta la diffusione del part time (2,6% contro 4,8%).

6.Caratteristiche dell’azienda

In netto calo la percentuale di lavoratori nel settore pubblico (dal 12,9% allo 0%) con in pratica tutti impiegati nel settore privato (100% contro 87,1% dell’anno precedente). Assente anche il campo del no profit come nel precedente anno di indagine.
Tra i settori di impiego più rilevanti in netta crescita Consulenze varie (dal 12,9% al 23,7%), mentre in calo Trasporti, pubblicità, comunicazioni (dal 33,9% al 13,2%) e in crescita il Commercio (dal 4,8% al 13,2%), l’Industria Chimica/Energia (dall’8,1% al 13,2%) e la Metalmeccanica e meccanica di precisione (dall’1,6% al 15,8%). Completano il quadro l’Altra industria manifatturiera (dall’11,3% al 7,9%), l’Informatica (dal 9,7% al 5,3%).
Si conferma nel complesso la prevalenza del settore dei Servizi su quello dell’Industria (63,2% contro 36,8%) anche se in leggera flessione il primo nei confronti del secondo se compariamo i dati con quelli dello scorso anno (72,6% contro 24,2%)

7. Guadagno

Si mantiene elevato e in crescita il guadagno mensile netto medio (1427 Euro contro 1305 Euro dello scorso anno) con un guadagno medio leggermente più elevato per il genere maschile (1443 Euro contro 1376 Euro per il genere femminile).

8. Utilizzo e richiesta della laurea nell’attuale lavoro

L’85,7% (contro il 53,8% dello scorso anno) ha notato un miglioramento nel proprio lavoro dovuto alla laurea, principalmente nella posizione lavorativa (66,7%). Il 97,4% (contro il 93,6%) dichiara di utilizzare le competenze acquisite con la laurea e il 34,2% in misura elevata. Il 100% (contro 93,6%) ritiene adeguata la formazione professionale acquisita con la laurea e il 55,3% molto adeguata. Solo il 7,9% dichiara che la laurea è richiesta per legge, mentre il 47,4% la ritiene comunque necessaria e il 44,7% almeno utile. Il 76,3% ritiene utile per il lavoro svolto l’aver acquisito la laurea magistrale e in particolare il 26,3% la ritiene fondamentale. Il 39,5% la ritiene molto efficace o comunque efficace e il 57,9% abbastanza efficace.

9. Ricerca del lavoro

Tra i non occupati che cercano lavoro il 33,3% aveva effettuato la ricerca più recente negli ultimi 15 giorni dal sondaggio, il 33,3% più di un mese prima. Non si registrano non occupati che non cercano lavoro.

10. Confronto con altri corsi di studio della Macroarea e dell’Ateneo

I dati mostrano che il Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale presenta un’efficacia per entrare nel mondo del lavoro ad 1 anno dalla Laurea decisamente superiore alla media dei Corsi di laurea magistrale della Macroarea dell’Ateneo (159 intervistati). In particolare nettamente migliore alla media la condizione occupazionale (92,7% contro una media di 69,2%), il tasso di occupazione Istat – Forza di lavoro (95,1% contro 89,9%), la percentuale di tipologia di lavoro a tempo indeterminato (36,8% contro 32,7%) e il guadagno (1427 Euro contro 1414 Euro). Si apprezza anche una minore differenza tra il guadagno degli uomini rispetto a quello delle donne (67 Euro contro 127 Euro).

I dati occupazionali si ritengono dunque decisamente positivi soprattutto se analizzati in tendenza e nel contesto lavorativo attuale.

11. Tirocini ed esperienze di lavoro durante gli studi

Nel corso dell’ultimo quinquennio sono stati realizzati 278 progetti di stage/tirocinio (nel 2015 i dati si riferiscono ai soli tirocini curriculari) nei quali sono stati coinvolti neolaureati/studenti del Corso di Laura Magistrale in Ingegneria Gestionale. Considerando la consistenza numerica degli studenti regolarmente frequentanti il II anno di corso della laurea magistrale, il dato attesta che oltre l’80% degli studenti hanno effettuato un progetto di tirocinio/stage. La durata tipica di tali progetti è di circa 5 mesi. Le organizzazioni che hanno ospitato i progetti di stage/tirocinio sono prevalentemente private, sia industriali sia di servizi.

Al termine di ciascun tirocinio/stage l’azienda ospitante compila un documento di attestazione che contiene le informazioni relative alle ore di impiego, i contenuti delle attività affidate allo studente, il contesto organizzativo in cui tali attività sono state svolte. Inoltre, l’attestazione contiene un giudizio sintetico sulle capacità dimostrate dal candidato nonché di apprezzamento del lavoro svolto. Analizzando i documenti di attestazione si evince che il 99% di questi riporta un giudizio positivo.

Per quanto riguarda in particolare l’anno 2015, sono stati avviati 37 tirocini curriculari, risultando quindi un numero in forte crescita e non è stato registrato alcun giudizio negativo.

Dalla fine del 2015 è stato attivato un servizio di valutazione del raggiungimento dei risultati di apprendimento attesi attraverso la sottomissione di un questionario ai tutor aziendali al termine del tirocinio curriculare. Per i tirocini attivati nel 2015 sono pervenuti ad oggi 8 questionari compilati che dimostrano la piena soddisfazione dei tutor.