Occupabilità Laureati

A tre anni dal conseguimento della Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale a Tor Vergata il 100% dei laureati lavora. Il tasso di occupazione (def. Istat) è del 100%. [fonte statistiche: Almalaurea, indagine 2017]

Si riportano di seguito gli esiti delle indagini degli ultimi tre anni sui dati di occupabilità a tre anni dalla laurea magistrale:

Nel seguito è riportato il dettaglio dell’analisi dei dati di occupabilità ad un anno dalla laurea dei:

La condizione occupazionale dei laureati è monitorata attraverso i dati dello studio Almalaurea che può essere consultato nella sua versione completa su: http://www2.almalaurea.it/cgi-php/universita/statistiche/tendine.php?config=occupazione.

 

Laureati di primo livello (triennali)

I laureati di primo livello in Ingegneria Gestionale, secondo una tendenza verificata a livello nazionale, per oltre il 94% prosegue il percorso di studi iscrivendosi alla Laurea Magistrale. Di conseguenza i dati di occupabilità dei laureati di primo livello risultano limitatamente significativi.

Si riporta la sintesi dei risultati della rilevazione di Almalaurea sui laureati triennali del nostro Corso di Laurea aggiornata all’indagine più recente che fa riferimento ai laureati dell’anno solare precedente (per una migliore confrontabilità della documentazione si riportano i dati relativi a uno specifico sottoinsieme dei laureati): Livello di soddisfazione dei laureandi (triennali) e loro occupabilità.

L’esito dettagliato delle indagini degli ultimi tre anni è disponibile ai seguenti link:

Si riporta nel seguito l’analisi dei risultati della rilevazione su tutti gli intervistati dell’indagine 2017 di Almalaurea sulla condizione occupazionale dei laureati del 2016 ad un anno dalla laurea, comparati a quelli dei due anni precedenti.

La numerosità dei laureati e degli intervistati si è mantenuta sostanzialmente inalterata negli ultimi due anni mentre è raddoppiata rispetto al terz’ultimo: nell’indagine 2017 si registrano 97 intervistati su 107 laureati (contro 91 su 105, per l’anno di indagine 2016, e 96 su 103per il 2015), con il campione più omogeneo rispetto agli anni precedenti anche se ancora leggermente spostato sul genere maschile: 62,6% contro 37,4% (52,4% contro 47,6% nel 2016 e 59,2% contro 40,8% nel 2015).

In leggero calo, rispetto alla precedente indagine, la tendenza a proseguire gli studi da parte dei laureati pari a 88,6% (contro il 91,2% e l’88,5% degli anni precedenti).
Il motivo principale per il quale si proseguono gli studi si conferma la volontà di migliorare le possibilità di trovare lavoro (46,5% contro 44,6% e 46,5% dei due anni precedenti), mentre una parte significativa dei laureati la ritiene utile per migliorare la propria formazione culturale (24,4% contro 32,5% e 22,1%) e necessaria per trovare lavoro (12,8%, contro 10,8% e 22,1%). Il percorso scelto si conferma essere ritenuto di gran lunga il proseguimento naturale del corso di laurea di primo livello (87,2% contro 96,4% e 94,1%) ed è effettuato per la stragrande maggioranza nello stesso Ateneo e per lo stesso gruppo disciplinare (80,0% contro 84,3% e 81,2%), con una soddisfazione media per gli studi magistrali intrapresi pari a 7,9 (in una scala da 1 a 10) contro 8,0 dell’anno precedente.

Tra i laureati che non hanno proseguito gli studi alla magistrale (pari al 12,4% degli intervistati) il 44% dichiara di lavorare e il 33% è alla ricerca di un lavoro. Anche una parte significativa degli iscritti alla magistrale lavorano (14,4% contro il 12,1% e il 15,6% dei due precedenti anni di indagine). Complessivamente il 19,6% degli intervistati lavora (contro il 16,5% e 21,9% degli ultimi due anni) e il 20,6% non lavora ma cerca (contro l’8,8% e il 13,5% degli anni precedenti), mentre il 56,7% (contro il 72,5% e il 62,5%) non lavora e non cerca ma è impegnata in un corso universitario/praticantato. I dati occupazionali sono in ripresa: il tasso di occupazione (def. Istat – Forze di lavoro) è pari a 25,8% (contro 18,7% e 25,0% degli anni precedenti). Va comunque considerato che l’analogo dato relativo ai laureati magistrali in ingegneria gestionale del nostro Ateneo è oltre tre volte superiore e pari a 97,2% confermando la percezione anche da parte del mercato del lavoro che l’ingegnere gestionale è tipicamente un laureato magistrale.

Tra gli occupati, sale al 68,4% (contro il 53,3% e il 66,7% degli anni di indagine precedenti) la percentuale dei laureati che proseguono il lavoro iniziato prima della laurea, il 5,3% ha cambiato lavoro dopo la laurea (contro il 13,3% e il 4,8% degli anni precedenti), mentre leggermente in calo e pari al 26,3% (contro il 33,3% e il 28,6%) la percentuale di coloro che hanno iniziato a lavorare dopo la laurea.

Il tipo di attività lavorativa è lavoro a tempo indeterminato nel 21,1% (contro il 20,0% e il 28,6%) dei casi e il  63,2% (contro il 53,3% e il 76,2%) è part-time; lo 0% (contro il 6,7% e il 4,8%) lavora nel settore pubblico mentre l’89,5% (contro il 93,3% e il 95,2%) nel settore privato e il 10,5% nel no profit (contro lo 0% e il 6,3%). I settori di impiego più rilevanti sono nei servizi (in totale 89,5% contro 80,0% e 95,2%) ed in particolare l’informatica (21,1% contro 13,3% e 9,5%), il commercio (15,8% contro 20,0% e 23,8%), l’istruzione e la ricerca 10,5% (contro 0% e 14,3%), consulenze varie 10,5%, altri servizi alle imprese (5,3% contro 0% e 4,8%), assenti invece trasporti, pubblicità e comunicazioni (contro 13,3% e 4,8%) e pubblica amministrazione (contro 6,7% e 4,8%), mentre il totale di altri servizi copre il 26,3% (contro il 20,0% e il 28,6%). Il guadagno mensile netto medio è 637 Euro (contro  822 Euro e 674 Euro degli anni precedenti) con un guadagno medio più elevato per il sesso femminile (invertendo la tendenza rispetto allo scorso anno).

I dati sull’utilizzo e la richiesta della laurea nell’attuale lavoro mostrano un calo per il numero di laureati che dichiara di aver notato un miglioramento nel proprio lavoro dovuto alla laurea che scende al 15,4% (contro il 25,0% e il 35,7%), tuttavia è in leggera crescita la percentuale dei laureati che invece dichiara un utilizzo delle competenze acquisite con la laurea pari al 73,7% (contro il 73,3% e il 61,9%) di cui in misura elevata il 21,1% (contro il 20,0% e il 38,1%) e ridotta il 52,6% (contro il 53,3% e il 23,8%). Infine la formazione professionale acquisita all’università è ritenuta adeguata per il 68,4% (contro il 60,0 e il 61,9%).

La laurea si conferma comunque essere importante per l’attività lavorativa nella maggior parte dei casi. In particolare pur essendo raramente richiesta per legge (5,3% contro 6,7% e 4,8% dell’anno precedente), è necessaria (15,8% contro 13,3% e 14,3%) o quantomeno è ritenuta utile (52,6% contro 53,3% e 38,1%).

Il 21,1% (contro il 26,7% e il 38,1%) dei laureati ritiene molto efficace la laurea nel lavoro svolto ed il 47,4% (contro il 46,7% e il 19,0%) la ritiene abbastanza efficace. In scala 1-10 il giudizio medio di soddisfazione per il lavoro svolto cresce a 7,5 da 5,9 e da 6,6 e cala la percentuale degli occupati che cercano un lavoro (31,6% contro 40,0% e 38,1%). Tra i non occupati che cercano lavoro l’ultima ricerca risale a più di un mese prima per il 40,0% (contro il 25,0% e il 76,9%).

Si ritengono i dati complessivamente positivi considerando che, per poter esprimere un giudizio corretto è bene ricordare che visto il breve periodo trascorso dalla laurea in molti casi si tratta di lavori che erano già svolti prima della laurea e che in buona parte dei casi stiamo parlando di lavori effettuati part-time mentre si ha l’obiettivo principale di continuare gli studi. Di certo i dati nel loro complesso confermano che la laurea di primo livello di fatto solo raramente è considerata l’obiettivo finale del percorso di studi come dimostrato anche da un sondaggio specifico condotto dal Corso di Laurea negli ultimi anni ed il confronto con i dati di Corsi di Studio simili di altri Atenei.

 

Laureati di secondo livello (magistrali)

Si riporta la sintesi dei risultati della rilevazione di Almalaurea sui laureati magistrali del nostro Corso di Laurea Magistrale aggiornata all’indagine più recente che fa riferimento ai laureati dell’anno solare precedente (per una migliore confrontabilità della documentazione si riportano i dati relativi a uno specifico sottoinsieme dei laureati): Livello di soddisfazione dei laureandi (magistrali) e loro occupabilità.

L’esito dettagliato delle indagini degli ultimi tre anni è disponibile ai seguenti link:

Si riporta nel seguito l’analisi dei risultati della rilevazione su tutti gli intervistati dell’indagine 2017 di Almalaurea sulla condizione occupazionale dei laureati del 2016 ad un anno dalla laurea, comparati a quelli dei due anni precedenti.

Il campione dell’indagine 2017 è leggermente inferiore al precedente (72 intervistati su 80, contro 80 su 98 per l’indagine 2016 e 41 su 48 per quella del 2015), con una maggioranza del genere maschile (61,3%, contro 49,0% e 82,9% dei due anni precedenti).

1. Collettivo indagato

I dati mostrano un voto di laurea piuttosto elevato anche se con una leggera crescita (109,0/110 contro 108,9 e 108,2) con una durata degli studi sostanzialmente stabile nel triennio (2,7 anni contro 2,8 e 2,8), per una età media alla laurea di 26,6 anni (contro 26,8 e 26,5).

2. Formazione post-laurea

Stabile ma comunque elevato il numero di laureati magistrali che ha seguito una formazione post-laurea (69,4% contro 70,0% e 70,7%).

3. Condizione occupazionale

Il numero dei laureati magistrali che lavorano ad un anno dalla laurea si mantiene decisamente elevato ed in crescita rispetto allo scorso anno anche se inferiore a quello di due anni fa (87,5% contro 83,8%  dell’anno precedente e 92,7% e di due anni fa) ed il numero di chi non lavora ma cerca è limitato e in diminuzione (6,9% contro 11,3% e 7,3%). Il genere maschile lavora poco più di quello femminile (88,6% contro 85,7% a differenza dello scorso anno: 82,1% contro 85,4%). Il tasso di occupazione secondo la definizione Istat si conferma a livelli eccellenti e in leggero aumento (97,2% contro 91,3% e 95,1% dei due anni precedenti).

4. Ingresso nel mercato del lavoro

Dei 63 occupati su 72 intervistati (contro i 67 occupati su 80 intervistati dello scorso anno e i 38 su 41 intervistati di due anni fa), il 74,6% ha iniziato a lavorare dopo la laurea magistrale (contro il 70,1% e 57,9% dei due precedenti anni), e il 12,7% (contro il 17,9% e il 21,1%) ha cambiato lavoro dopo il conseguimento della laurea magistrale. I laureati trovano molto rapidamente il primo lavoro: il tempo medio dalla laurea all’inizio della ricerca del primo lavoro è stato di 0,5 mesi (contro 0,5 e 0,6 mesi) mentre il tempo dall’inizio della ricerca al reperimento del primo lavoro è di 1,7 mesi (contro 1,8 e 2,7 mesi). In definitiva il tempo medio dalla laurea al reperimento del primo lavoro è di soli 2,2 mesi (contro 2,5 e 3,4 mesi).

5. Caratteristiche dell’attuale lavoro

E’ in calo la percentuale di attività lavorativa a tempo indeterminato e pari a 22,2% (contro 50,7% e 36,8% dei due anni precedenti). Tra le forme a tempo determinato spicca la percentuale dei contratti formativi pari al 50,8%, in aumento rispetto agli anni precedenti (26,9% e 26,3%). Assente la diffusione del part-time (contro lo 0% e il 2,6% dei due anni precedenti). Il numero medio di ore settimanali di lavoro è di 45,3 (42,7 per l’anno precedente).

6.Caratteristiche dell’azienda

Si conferma bassa la percentuale di lavoratori nel settore pubblico pari a 1,6% (contro lo 4,5% e il 0% dei due anni precedenti di indagine) con quasi tutti impiegati nel settore privato (98,4% contro 94,0% e 100% degli anni precedenti). Assente il campo del no profit (1,4% per l’anno precedente).
Tra i settori di impiego più rilevanti in crescita Consulenze varie (dal 23,7% al 35,8% al 33,3% del corrente anno di indagine), mentre in calo Trasporti, pubblicità, comunicazioni (dal 13,2% al 9,0% al 7,9%) e in flessione il Commercio (dal 13,2% al 3,0% al 4,8%); in crescita nel triennio l’Industria Chimica/Energia (dal 13,2% al 10,4% al 15,9%) mentre in calo la Metalmeccanica e meccanica di precisione (dal 15,8% al 10,4% al 7,9%). Completano il quadro l’Altra industria manifatturiera (dal 7,9% al 6,0% al 9,5%), l’Informatica (dal 5,3% al 9,0% al 6,3%).
Si conferma nel complesso la prevalenza del settore dei Servizi su quello dell’Industria (61,9% contro 34,9%) anche se in misura lievemente inferiore rispetto alle precedenti due indagini (70,1% contro 26,9% per l’indagine 2016 e 63,2% contro 36,8% per quella 2015).

7. Guadagno

Si mantiene elevato e in crescita il guadagno mensile netto medio (1395 Euro contro 1434 Euro e 1427 Euro dei due anni precedenti) con un guadagno medio sostanzialmente identico per i due generi.

8. Utilizzo e richiesta della laurea nell’attuale lavoro

Il 50,0% (contro il 37,5% e l’85,7% dei due anni precedenti) ha notato un miglioramento nel proprio lavoro dovuto alla laurea, principalmente nella posizione lavorativa (50%). Il 95,3% (contro il 94,0% e il 97,4%) dichiara di utilizzare le competenze acquisite con la laurea e il 27,0% (contro il 41,8% e 34,2% dei precedenti due anni) in misura elevata. Il 93,6% (contro il 95,5% e il 100%) ritiene adeguata la formazione professionale acquisita con la laurea e il 57,1% (contro il 62,7 e il 55,3%) molto adeguata. Solo il 9,5% (contro il 4,5% e il 7,9%) dichiara che la laurea è richiesta per legge, mentre il 49,2% (contro il 61,2% e il 47,4%) la ritiene comunque necessaria e il 34,9% (contro il 32,8% e il 44,7%) almeno utile. Il 79,4% (contro l’82,1% e il 76,3%) ritiene utile per il lavoro svolto l’aver acquisito la laurea magistrale e in particolare il 23,8% (contro il 23,9% e il 26,3%) la ritiene fondamentale. Il 32,8% (contro il 45,3% e il 39,5%) la ritiene molto efficace o comunque efficace e il 60,7% (contro il 51,6% e il 57,9%) abbastanza efficace.

9. Ricerca del lavoro

Tra i non occupati che cercano lavoro il 60,0% (contro il 55,6% e il 33,3%) aveva effettuato la ricerca più recente negli ultimi 15 giorni dal sondaggio, il 20,0% (contro il 33,3% e il 33,3%) più di un mese prima. Non si registrano non occupati che non studiano e che non cercano lavoro (il 75% di coloro che non lavorano studia mentre il 25% è in attesa di chiamata dal datore di lavoro o di attivare un’attività in proprio).

10. Confronto con altri corsi di studio della Macroarea e dell’Ateneo

I dati dell’indagine 2017 mostrano che il Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale presenta un’efficacia per entrare nel mondo del lavoro ad 1 anno dalla Laurea decisamente superiore alla media dei Corsi di laurea magistrale di Ingegneria dello stesso ateneo (249 intervistati su 293 laureati). In particolare nettamente migliore alla media la condizione occupazionale (87,5% di occupati contro 75,5% mentre il confronto era 83,8% di occupati contro 76,9% nel precedente anno di indagine), il tasso di occupazione Istat – Forza di lavoro (97,2% contro 92,4% e 91,3% contro 89,9% nello scorso anno), inferiore la percentuale di tipologia di lavoro a tempo indeterminato (22,2% contro 34,6% e 50,7% contro 55,3% nell’anno precedente) e in linea il guadagno (1395 Euro contro 1387 Euro e 1434 Euro contro 1463 Euro nell’anno precedente).

11. Occupabilità a tre anni dalla laurea

Concludiamo l’analisi riportando i principali dati sull’occupabilità a tre anni dalla laurea, sulla base dei dati della relativa indagine 2017 di AlmaLaurea (39 intervistati su 48 laureati) confrontati con quelli dell’indagine 2016 su un campione di (77 intervistati su 91 laureati). In particolare il 100% degli intervistati risulta occupato a tre anni dalla laurea (contro il 98,8% dell’indagine precedente) con tasso di occupazione Istat – Forza di lavoro pari a 100% (contro 98,8% dell’indagine precedente); la percentuale di tipologia di lavoro a tempo indeterminato è pari al 92,3% (contro il 77,6% dell’indagine precedente); il principale ramo di attività è quello dei Servizi (69,2% contro 71,1% dell’indagine precedente); la sede di lavoro è per lo più nel centro Italia (84,6% contro 88,2% dell’indagine precedente); la retribuzione media è di 1662 Euro (contro 1565 Euro dell’indagine precedente), con gli uomini che percepiscono mediamente 250 Euro in più rispetto alle donne.

In definitiva i dati occupazionali si ritengono decisamente positivi e confermano la tendenza al miglioramento del contesto lavorativo.

12. Tirocini ed esperienze di lavoro durante gli studi

Nel corso dell’ultimo quinquennio sono stati realizzati 278 progetti di stage/tirocinio (nel 2015 i dati si riferiscono ai soli tirocini curriculari) nei quali sono stati coinvolti neolaureati/studenti del Corso di Laura Magistrale in Ingegneria Gestionale. Considerando la consistenza numerica degli studenti regolarmente frequentanti il II anno di corso della laurea magistrale, il dato attesta che oltre l’80% degli studenti hanno effettuato un progetto di tirocinio/stage. La durata tipica di tali progetti è di circa 5 mesi. Le organizzazioni che hanno ospitato i progetti di stage/tirocinio sono prevalentemente private, sia industriali sia di servizi.

Al termine di ciascun tirocinio/stage l’azienda ospitante compila un documento di attestazione che contiene le informazioni relative alle ore di impiego, i contenuti delle attività affidate allo studente, il contesto organizzativo in cui tali attività sono state svolte. Inoltre, l’attestazione contiene un giudizio sintetico sulle capacità dimostrate dal candidato nonché di apprezzamento del lavoro svolto. Analizzando i documenti di attestazione si evince che il 99% di questi riporta un giudizio positivo.

Per quanto riguarda in particolare l’anno 2015, sono stati avviati 37 tirocini curriculari, risultando quindi un numero in forte crescita e non è stato registrato alcun giudizio negativo.

Dalla fine del 2015 è stato attivato un servizio di valutazione del raggiungimento dei risultati di apprendimento attesi attraverso la sottomissione di un questionario ai tutor aziendali al termine del tirocinio curriculare. Per i tirocini attivati nel 2015 sono pervenuti ad oggi 8 questionari compilati che dimostrano la piena soddisfazione dei tutor.