Obiettivi Formativi

Obiettivi specifici del corso

L’Ingegneria Gestionale studia il comportamento di sistemi complessi, in cui diversi elementi interagiscono e concorrono a determinare le prestazioni globali, e gli interventi che permettono di ottenere comportamenti assegnati.

L’obiettivo formativo del Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale -a cui si accede con il diploma di laurea (di primo livello) dal medesimo titolo, o con altro diploma conseguito a seguito di studi universitari di durata almeno triennale (anche se svolti all’estero) ritenuto equivalente dal competente Dipartimento di Ingegneria dell’Impresa (sede del Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale) a meno di eventuali debiti formativi- è di integrare il profilo professionale, precedentemente acquisito con la laurea di primo livello, sulla linea della laurea v.o. di 5 anni in Ingegneria Gestionale, con un approfondimento tematico e metodologico adeguato sia a un inserimento nel mondo del lavoro a un livello più elevato, sia alla possibilità di proseguire gli studi per intraprendere un’attività di tipo professionale avanzato e/o di ricerca scientifica.

In particolare, il Laureato Magistrale in Ingegneria Gestionale, oltre alle conoscenze di base (negli ambiti della matematica, della fisica e dell’informatica) comuni a tutte le Lauree in Ingegneria, ha una formazione avanzata orientata sulle discipline che qualificano l’aspetto industriale ed una profonda padronanza delle teorie dell’analisi economica e organizzativa, delle più avanzate tecniche decisionali e degli strumenti e metodologie di controllo ed  ottimizzazione della gestione dei sistemi complessi. Nello specifico, il Laureato Magistrale in Ingegneria Gestionale è in grado di perfezionare l’applicazione delle tecnologie dell’informazione e delle metodologie della ricerca operativa, dell’analisi economica e del management alla soluzione di problemi di grande complessità nell’organizzazione e della gestione operativa dei sistemi produttivi.
I Laureati Magistrali in Ingegneria Gestionale devono infatti:
– conoscere approfonditamente gli aspetti teorico-scientifici della matematica e delle altre scienze di base ed essere capaci di utilizzare tale conoscenza per interpretare e descrivere i problemi complessi dell’ingegneria o che richiedono un approccio interdisciplinare;
– possedere una solida ed approfondita conoscenza degli aspetti metodologico-operativi dell’area dell’ingegneria gestionale, nella quale sono capaci di identificare, formulare e risolvere problemi di grande complessità utilizzando metodi, tecniche e strumenti anche molto avanzati;
– saper controllare completamente la dimensione economico-gestionale dell’impresa, potendo intervenire per la riorganizzazione dei processi aziendali;
– saper pianificare e controllare i sistemi produttivi, allestendo strumenti di misurazione di costi e prestazioni dei processi aziendali e coordinando gli obiettivi generali dell’impresa con quelli delle sue diverse strutture organizzative;
– saper agire sui mercati di approvvigionamento e di sbocco dell’impresa, controllando i processi e le scelte nel dominio del marketing industriale e della logistica;
– saper progettare strumenti quantitativi di ottimizzazione per proporre scelte efficienti di progettazione, pianificazione e gestione dei singoli processi nelle organizzazioni;
– essere capaci di progettare modelli di sistemi e processi complessi ed analizzare, attraverso questi, il funzionamento e l’evoluzione di sistemi e processi reali per intervenire sul loro controllo;
– essere capaci di pianificare un progetto, controllare lo stato di avanzamento delle relative attività ed intervenire, coordinando il contributo di diverse tipologie di risorse, per assicurare l’ottimale svolgimento del progetto stesso;
– essere capaci di formulare ed impostare un piano di attività di ricerca per il successivo sviluppo di prodotti o applicazioni innovative;
– essere capaci di ideare, pianificare, progettare e gestire sistemi, processi e servizi complessi e/o innovativi;
– essere capaci di progettare e gestire esperimenti di elevata complessità;
– essere dotati di conoscenze di contesto e di capacità trasversali;
– avere conoscenze nel campo dell’organizzazione aziendale (cultura d’impresa) e dell’etica professionale;
– essere in grado di utilizzare fluentemente, in forma scritta e orale, almeno una lingua dell’Unione Europea oltre l’italiano, con riferimento anche ai lessici disciplinari.

Il percorso formativo è progettato in modo da prevedere per il Laureato Magistrale in Ingegneria Gestionale una formazione comune che ha l’obiettivo di formare competenze per la
progettazione, pianificazione, direzione, ottimizzazione e controllo dei sistemi organizzati in genere, tra cui i sistemi organizzativi-aziendali, i sistemi produttivi di beni e di servizi, e i sistemi
economico-finanziari.

Completano la formazione lo sviluppo di competenze specifiche per la gestione di sistemi di particolare rilevanza nell’attuale contesto economico produttivo con particolare attenzione alle
esigenze del territorio, quali: i sistemi di impresa, i sistemi di produzione, i sistemi logistici e di trasporto, i sistemi di governo digitale per le pubbliche amministrazioni, i sistemi di
telecomunicazione, i sistemi informativi aziendali e i sistemi socioeconomici e dei mercati.

A tal riguardo, il Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale è articolato in distinti curricula (indirizzi) che consentono allo studente di selezionare un percorso formativo orientato
maggiormente alla gestione di uno dei suddetti sistemi. Ad ogni modo, tutti i curricula presentano attività didattiche comuni per almeno 75 CFU, di cui 48 CFU nell’ambito delle
attività caratterizzanti e 27 CFU nell’ambito di quelle affini dell’area matematica (di cui 21 CFU nel ssd MAT/09); aggiungendo anche i 27 CFU per le altre attività presenti in tutti i curricula, di
fatto i curricula presentano una cospicua matrice unitaria differenziandosi per al più 18 CFU nei vari ambiti delle attività caratterizzanti e/o sotto-ambiti (gruppi) di quelle affini. In particolare la
presenza su tutti i curricula di un cospicuo numero di CFU per il settore scientifico disciplinare MAT/09 – Ricerca operativa deriva dall’importanza che tale settore riveste nella formazione
dell’ingegnere gestionale orientata alle discipline in grado di fornire le competenze necessarie per la gestione di sistemi complessi. In tal senso la Ricerca operativa studiando la teoria, i modelli e i
metodi per il supporto alle decisioni e l’ottimizzazione fornisce all’ingegnere gestionale tali conoscenze e competenze attraverso ad esempio lo studio dei processi decisionali, nonché dei
metodi avanzati per la pianificazione e la valutazione delle prestazioni nei sistemi organizzati, quali l’allocazione e la gestione di risorse finanziarie, fisiche e umane, la gestione progetti, la
logistica interna e distributiva, la gestione dei sistemi di produzione di beni e/o servizi, dei sistemi informativi aziendali, dei sistemi di trasporto e distribuzione, ecc.

Nello specifico gli indirizzi del Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale sono quelli riportati nella sezione Indirizzi del CdLM.

Risultati di apprendimento attesi definiti con i cinque descrittori di Dublino

Conoscenza e capacità di comprensione (knowledge and understanding)

La figura del laureato magistrale in Ingegneria Gestionale possiede conoscenze più estese e profonde rispetto al laureato di primo livello. Da un punto di vista professionale, pur essendo i contesti applicativi i medesimi, la preparazione che il laureato magistrale in Ingegneria Gestionale acquisisce gli consente di:
1. Elaborare soluzioni originali in un’ampia gamma di problemi di natura organizzativa, economica, di gestione di impresa e di sistemi;
2. Progettare metodi avanzati per la formulazione e la soluzione quantitativa di problemi di pianificazione e controllo di sistemi complessi.
Le conoscenze nelle materie di base (matematica, fisica, informatica) e in quelle caratterizzanti e affini (ingegneria economico-gestionale, ricerca operativa) consentono al laureato magistrale in Ingegneria Gestionale di intraprendere carriere nel mondo delle imprese ma anche, nel caso degli studenti più versatili, nel campo della ricerca pura e applicata.
Più specificamente il laureato magistrale in Ingegneria Gestionale è in grado di:
1. Comprendere in modo approfondito testi scientifici e tecnici e utilizzarne i contenuti in modo creativo;
2. Progettare, formalizzare e implementare (attraverso opportuni linguaggi di programmazione) metodi dedicati ed efficienti per la soluzione di problemi complessi di organizzazione, gestione e ottimizzazione di sistemi a rete con particolare riferimento al mondo delle imprese e dei servizi;
3. Utilizzare con efficacia e creatività gli skill acquisiti relativamente sia a strumenti di simulazione, ottimizzazione e pianificazione, sia alle metodiche e prassi di maggiore diffusione nei contesti professionali su menzionati;
4. Progettare e condurre esperimenti per la valutazione delle soluzioni progettuali di sistemi e/o metodi ad essi applicati;
5. Valutare lo stato delle proprie conoscenze e acquisire in modo continuo le conoscenze necessarie ad aggiornarlo.
Queste competenze sono conseguite principalmente durante la partecipazione alle attività di didattica frontale e nel corso delle eventuali esercitazioni degli insegnamenti specifici delle diverse aree. La verifica delle conoscenze e capacità di comprensione viene tipicamente svolta attraverso lo svolgimento e la discussione delle prove scritte, orali e/o pratiche previste negli esami di profitto.

Capacità di applicare conoscenza e comprensione (applying knowledge and understanding)

Come nel laureato di primo livello, la preparazione del laureato magistrale in Ingegneria Gestionale si orienta fortemente verso l’approfondimento delle capacità di affrontare in modo razionale e -per quanto possibile- quantitativo i problemi che sorgono nei vari ambiti professionali.
Le capacità di problem solving del laureato magistrale in Ingegneria Gestionale (attraverso le fasi di modellazione, individuazione e valutazione di adeguati indicatori di prestazione, valutazione di complessità del problema, progettazione degli interventi di miglioramento) vengono, rispetto all’omologo di primo livello, maggiormente stimolate mediante una preparazione metodologica più approfondita, da un lato, e attraverso percorsi formativi che prevedono tecniche sperimentali e attività di progetto (ivi inclusa quella relativa alla tesi di laurea magistrale) dall’altro. Particolare enfasi viene data inoltre alle attività svolte in team: alcuni degli insegnamenti prevedono, sia in aula sia in fase di verifica finale, il lavoro di gruppo.
La verifica dei risultati di apprendimento attesi avviene attraverso la valutazione dei lavori/progetti di gruppo e/o lo svolgimento e la discussione delle prove scritte e/o orali previste negli esami di profitto.

Autonomia di giudizio (making judgements)

Una serie di elementi che caratterizzano il curriculum di studi in Ingegneria Gestionale (quali il riferimento costante ai contesti applicativi, le attività formative e di tirocinio, le modalità della prova finale, la possibilità di effettuare esperienze all’estero attraverso, ad esempio, progetti come Erasmus e la struttura dei corsi previsti nei vari orientamenti) richiedono continuamente allo studente di organizzare, interpretare e selezionare una notevole mole di dati. Peraltro, la notevole varietà dei punti di vista “diversi” offerti nel corso (dalle matematiche pure ai corsi di diritto) contribuisce a formare un laureato con una visione critica ma aperta anche ad approcci originali. Il laureato magistrale in Ingegneria Gestionale deve inoltre essere in grado di assumere responsabilità decisionali autonome in progetti anche di notevoli complessità e dimensioni, contribuendo attivamente al processo decisionale in contesti anche interdisciplinari.
Da un punto di vista più strettamente culturale, per affrontare, formalizzare e risolvere un problema applicativo di decisione, è necessario innanzitutto saper discriminare i dati significativi da quelli non pertinenti. Inoltre, la definizione di un modello formale e l’applicazione di un metodo di soluzione richiedono di saper individuare degli indicatori adeguati per valutare, in modo oggettivo perché quantitativo, una particolare soluzione o scelta.
Tali capacità sono acquisite durante la preparazione degli esami e, soprattutto, durante il lavoro di tesi. La valutazione dell’autonomia di giudizio avviene durante la prova finale.

Abilità comunicative(communication skills)

Le capacità di relazione e di operare in gruppo, in un contesto professionale sia nazionale che internazionale, sono tenute in conto durante tutto il percorso di studi. Le capacità di comunicazione sono innanzitutto oggetto di valutazione durante le verifiche relative sia all’esame finale che ai corsi previsti dal curriculum. Tutti gli orientamenti promuovono attività quali tirocini curriculari, stage e progetti (anche interdisciplinari) presso imprese di prodotti e servizi, nelle quali il laureando viene posto in condizione di misurarsi con interlocutori a diversi livelli di specializzazione e con diversi background culturali.
Formalmente, costituiscono specifici obiettivi per il laureato in Ingegneria Gestionale:
1. L’acquisizione di capacità di comunicare correttamente ed efficacemente sia verbalmente che per iscritto in italiano e in almeno un’altra lingua dei paesi della Comunità Europea (in particolare, inglese, francese, spagnolo, tedesco);
2. Lavorare in gruppo ad un progetto, coordinandosi con gli altri elementi del team e attribuendo a se stesso e agli altri responsabilità specifiche;
3. Essere in grado di coordinare le attività di un gruppo di lavoro assumendo la responsabilità per i risultati dell’intero gruppo;
4. Trasmettere i risultati di un lavoro individuale o di gruppo attraverso relazioni scritte e/o attraverso strumenti per presentazioni multimediali, coordinando eventualmente i contenuti sviluppati da elementi di un team di cui è responsabile e motivando la bontà delle soluzioni prescelte attraverso confronti con opportuni benchmark.
La verifica del raggiungimento di tali abilità avviene soprattutto in occasione della prova finale che consiste in una relazione orale supportata da presentazione multimediale del lavoro di tesi svolto.

Capacità di apprendimento (learning skills)

La struttura degli insegnamenti e delle altre attività formative, prevedendo nella maggior parte dei casi componenti seminariali, di ricerca bibliografica e progettuali, rende il laureato magistrale in Ingegneria Gestionale in grado di:
1. Leggere, comprendere e utilizzare un testo scientifico (anche non pertinente le aree specifiche delle scienze matematiche, fisiche e dell’ingegneria industriale) di livello universitario e post-universitario;
2. Utilizzare manuali di riferimento per le prassi in uso nelle diverse realtà industriali relativamente a problemi specifici;
3. Utilizzare autonomamente manuali per l’uso di software di tipologie e applicazioni diverse;
4. Procedere in modo autonomo al proprio aggiornamento professionale e culturale;
5. Intraprendere studi post-universitari quali master di secondo livello e, nel caso di studenti particolarmente versatili, dottorato e/o carriere nel campo della ricerca pura e applicata.
La capacità di apprendimento del laureando è verificata attraverso le prove di esame specifiche per i corsi che, nelle loro diverse modalità, restano quindi lo strumento essenziale per la misura di tale capacità.